Per andare in pensione non c’è scelta: lavorare e risparmiare di più

17 febbraio 2017, di Mariangela Tessa

L’allungamento dell’aspettativa di vita è da anni al centro del dibattito politico per via delle implicazioni sulle casse previdenziali, che rischiano di essere prosciugate di fronte ad un aumento della domanda. Come muoversi in vista del pensionamento? In un articolo pubblicato su MarketWatch vengono analizzate le diverse opzioni:

1 – La maggior parte delle persone saranno costrette a lavorare e risparmiare di più. Secondo alcuni calcoli, per alcuni non ci sarà altra scelta che lavorare per un periodo più lungo. Soprattutto per quelle persone che hanno iniziato più tardi. Due esempi estremi: se lavorare dai 25 anni ai 70 anni, può implicare un tasso di risparmio sul salario del 5%; diverso è il discorso se si lavora per soli 20 anni, per esempio dai 25 ai 65 anni. In quest’ultimo caso, il tasso di risparmio per vivere una pensione serena può arrivare fino al 56%.

2- Per gli esperti citati da Market Watch, attenzione particolare dovrà essere riservata alle donne che, per via dell’aspettativa di vita più lunga degli uomini, si troveranno a controllare la maggior parte dei patrimonio familiari. Saranno sempre le donne, come si legge nell’articolo, che controlleranno la maggior parte della liquidità sul mercato e prederanno le decisioni finanziarie dei prossimi anni.

3 – È necessario definire l’orizzonte temporale in cui agire. Non si finisce di investire una volta andati in pensione, si legge nell’articolo. Anche dopo la pensione bisognerà fare i conti con l’inflazione e le spese. Comprendere e definire i diversi orizzonti temporali può essere difficile ma necessario. Pianificare e agire di conseguenza alle abitudini di spesa è essenziale.

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