Pensioni, il pacchetto previdenza della legge di bilancio

31 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La manovra di bilancio prende forma e con essa anche il tanto atteso capitolo previdenziale in cui protagonista è l’anticipo pensionistico, l’Ape. Si prevede da una parte l’allungamento di un anno per la sperimentazione per l’Ape volontario e aziendale e dall’altra l’allargamento dell’Ape social alle madri che lavorano e il riconoscimento dell’ammortizzatore anche a chi ha perso l’ultimo contratto a termine.

L’Ape volontario in particolare allunga la sperimentazione a tutto il 2019 con oneri in più per lo Stato di 35 milioni nel 2023 e 43 a decorrere dal 2024 fino al 2038. L’Ape social invece si allargherà nel 2018 ai contrattisti a termine che a 63 anni potranno fare domanda se perdono il loro ultimo contratto a termine a patto di aver avuto nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto almeno 18 mesi di lavoro dipendente. Per le lavoratrici madri con i requisiti per l’Ape sociale scatta invece un bonus di sei mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 24 mesi. Con questo doppio intervento nel 2018 – come scrive Il Sole 24 Ore –  potrebbero essere riconosciute fino a 6.700 nuove indennità (fino a 1.500 euro al mese per 12 mesi) con un anticipo fino a 43 mesi prima della pensione.

Tra le altre misure che entrano di diritto nel pacchetto previdenza della manovra di bilancio anche la Rita, la rendita integrativa temporanea anticipata, che viene resa strutturale con un anno di anticipo sulla sperimentazione e ne viene semplificato l’accesso riconoscendola anche ai lavoratori inoccupati da almeno 24 mesi e che maturano entro dieci anni i requisiti per la vecchiaia. Infine il capitolo esodati, coloro che sono rimasti senza pensione e senza stipendio per effetto dell’entrata in vigore della riforma Fornero. Per il periodo 2017-2025 si libereranno risorse per oltre 900 milioni che finiscono al Fondo sociale per l’occupazione e la formazione.

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