Pensioni, Fornero difende riforma: “Senza, spesa al 20% del Pil”

28 marzo 2018, di Mariangela Tessa

“Senza le riforme, la spesa pensionistica arriverebbe al 20% del Pil entro due anni”. Elsa Fornero, ex ministro del lavoro, in un’intervista al Sole 24 Ore, difende a spada tratta la sua riforma sulle pensioni varata nel 2011 e mette in guardia il prossimo governo:

“Attenti a non arretrare dall’assetto attuale, perché c’è una transizione demografica, oltre al debito pubblico, che non vi lasciano spazio.”

L’ex ministro spiega poi:

“Nei prossimi 40 anni raddoppierà il tasso di dipendenza dagli anziani, ovvero il rapporto tra chi ha un’età superiore a quella di lavoro rispetto a quelli tra i 15 e i 67 anni, si passerà dal 33% al 67%. Le stime demografiche sono sempre più precise, sono basate su modelli condivisi a livello internazionale e ai quali non si può rispondere in termini negazionisti come fa certa politica. Ciò detto io non credo che si possa arrivare a una spesa pensionistica sul Pil oltre il 20% neanche nel 2045, come nell’esercizio Fmi. Anche con meno attivi continuo a pensare che i tassi di partecipazione al mercato del lavoro potranno risalire e mantenersi più elevati se verranno adottate le necessarie politiche attive”.

L’ex ministro ipotizza la possibilità di un colpo di scure per i redditi più elevati:

“Rivendico la proposta di un contributo di solidarietà sulle pensioni retributive più elevate, oltre i 3000-3500 euro netti e solo per la parte di pensione che eccede i contributi versati”, spiega al quotidiano economico.

Scettica sulle pensioni di garanzia minima per i giovani, Fornero propone invece “una contribuzione figurativa piena” per chi i disoccupati che non trovano lavoro pur cercandolo o partecipando ai programmi di reinserimento e di formazione.

 

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