Pensioni, Di Maio: governo lavora su quota 100 e 41

11 luglio 2018, di Alberto Battaglia

La revisione della legge Fornero sulle pensioni tramite l’introduzione di quota 100 si trova sul tavolo del governo: lo ha confermato il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, durante la presentazione delle linee guida del suo dicastero al Senato. Su questo provvedimento, che consentirebbe di andare in pensione quando la somma dell’età anagrafica e contributiva arriva a quota 100, l’esecutivo è “al lavoro”, ha detto il ministro, e sta “valutando: non tutte le possibili combinazioni sono convenienti”.

 

 

Come già proposto a suo tempo anche dall’ala sinistra del Pd (in particolare da Cesare Damiano), si torna a parlare anche di quota 41, che garantirebbe la possibilità di maturare la pensione dopo 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica.

 
Sul fronte delle pensioni, poi si punta fare cassa grazie all’abolizione delle “pensioni d’oro o di privilegio, sopra i 4-5mila euro netti e non legate alla contribuzione, anche per finanziare quelle di cittadinanza”, ha detto Di Maio.

 
Il ministro si è detto fiducioso che il decreto dignità sui diritti dei lavoratori finisca in Gazzetta Ufficiale questa sera (11 luglio). Le critiche provenienti dal mondo dell’impresa sono state evocate dal ministro, che ad esse ha replicato: “Le misure di tutela dei lavoratori non sono in antitesi ma complementari e interconnesse” con le “piccole e piccolissime imprese” che “sono la spina dorsale” del Paese.

 

Non arretra poi, la posizione del governo sull’altra misura di bandiera, il reddito di cittadinanza: è “uno degli obiettivi principali del governo è l’istituzione del reddito di cittadinanza, che non consideriamo una misura assistenziale, ma una misura economica. Non è un sussidio di povertà o sopravvivenza”, ma un “volano che spinge il soggetto a ritornare nel mondo del lavoro”.

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