Padre della direttiva Bolkestein salva 30 mila imprese balneari italiane

18 aprile 2018, di Livia Liberatore

Frits Bolkestein, passato agli onori della cronaca per essere il padre della direttiva europea sulla libera circolazione dei servizi, arriva a Roma a difendere la sua posizione. Facendo però una precisazione che è stata accolta dall’ovazione dei presenti in sala.

Con la direttiva Bolkenstein, che non è assolutamente una novità, sono stati rimesse al bando le concessioni per le attività commerciali sul suolo pubblico: negli anni ha già provocato le proteste di ambulanti e venditori e secondo diverse associazioni lobbyste metterebbe a rischio 30.000 imprese balneari italiane. Firmato dodici anni fa, nel 2006, il provvedimento entrerà in vigore solo nel 2020. Per questo se ne parla sono ora.

“La direttiva non è applicabile ai balneari perché rientrano nel contesto dei beni e non fra i servizi“, oggetto della direttiva, ha detto il politico olandese, commissario Ue per il Mercato interno, la tassazione e l’unione doganale nella Commissione Prodi dal 1999 al 2004, durante la conferenza “L’Euro, l’Europa e la Bolkestein spiegati da Frits Bolkestein”, a Roma nell’aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.

Alle parole di Bolkestein sono seguiti gli applausi della sala. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione “Donnedamare” con l’intento di chiedere spiegazioni direttamente all’autore della direttiva. I 30mila titolari di concessioni balneari in Italia, spesso da decenni sulla stessa spiaggia, temono di perdere la fonte di reddito di intere generazioni.

Nel 2017, il decreto milleproroghe aveva risparmiato gli ambulanti, rinviando la scadenza per la gara al 31 dicembre 2018. Nella manovra finanziaria è stato inserito un emendamento che prevede che “al fine di garantire che le procedure per l’assegnazione delle concessioni del commercio su aree pubbliche siano realizzate in un contesto temporale e regolatorio omogeneo, il termine delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente disposizione e con scadenza anteriore al 31 dicembre è prorogato fino a tale data”.

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