Padoan all’Ue: “Obiettivi Manovra in linea con Patto Stabilità”

31 ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Mentre il testo definitivo della legge di Bilancio approda oggi in Senato, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan risponde con una lettera alla richiesta di chiarimenti chiesti dalla commissione Ue lo scorso venerdì sul Dpb, all’interno del quale sono contenute le misure essenziali della manovra.

“Riteniamo che gli obiettivi fiscali previsti nel Documento Programmatico di Bilancio siano in linea con i requisiti del Patto di Stabilità e Crescita e riflettano la strategia del governo di riduzione del deficit e del debito sostenendo allo stesso tempo la ripresa economica in atto. Confidiamo che la Commissione ne terrà conto nel suo giudizio” ha detto Padoan, specificando che  “Il giudizio del governo è che l’Italia sta ancora affrontando condizioni cicliche difficili, anche se in miglioramento”.

Nella lettera con cui risponde ai rilievi di Bruxelles il ministro dell’Economia sottolinea  inoltre che “L’effetto cumulato delle riforme strutturali sulla crescita economica sarà positivo” e potrebbe aumentare il Pil del 3% in 5 anni. Una’altra spinta arriverà, secondo Padoan dgli investimenti pubblici, che saliranno del 5,1% nel 2018 in termini nominali.

Padoan ripropone la questione dell’output gap, ovvero della differenza tra crescita potenziale e crescita effettiva. L’output gap è stimato a -2,1% del potenziale di crescita nel 2017 e -1,2% nel 2018. La Commissione stima -0,8% per il 2017 e O% per il 2018.

“In vista di una probabile revisione della crescita reale nelle nuove stime di autunno, questi dati saranno probabilmente rivisti al rialzo, puntando a un output gap positivo nel 2018: è un risultato che noi sentiamo in contrasto con tutte le evidenze macroeconomiche, dai salari all’inflazione dei prezzi al consumo, ai dati della disoccupazione e della capacità utilizzata”.

La ragione alla base della lettera di Bruxelles sta nella mancata convinzione che la manovra di aggiustamento strutturale sia insufficiente per evitare una grave deviazione delle finanze statali rispetto all’obiettivo di medio termine.

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