Società

Orsi battuti: gli strategist rivedono al rialzo le loro stime

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New York – L’azionario globale registra il miglior inizio d’anno dal 1994, con l’indice MSCI All-Country World Index in rialzo del 5,7% in gennaio. Impossibile allora non farsi prendere dall’ottimismo. Anche i vari strategist delle grandi banche, tra cui Bank of America, Goldman Sachs e Barclays, in precedenza ribassisti, rivedono in positivo le loro attese per i prossimi mesi.

La crisi in Europa, in leggero alleviamento, sembra passare in secondo piano, e continuano a sorprendere i segnali di ripresa dagli Stati Uniti (la più grande economia al mondo) e le aspettative di nuovi stimoli economici e monetari pro-crescita in Cina (la seconda più grande economia).

Appena dopo due settimane aver consigliato gli investitori di “mantenere la calma”, l’economista capo di Ubs Larry Hatheway, in una nota intitolata “Sbagliato, ma non è mai troppo tardi”, consiglia ora di puntare su titoli global e sull’obbligazionario ad alto rischio. Davvero tanti gli economisti che, smentiti dall’andamento effettivo del mercato in queste settimane, ammettono i loro errori di giudizio.

Alcuni si sono visti costretti anche a cambiare completamente opinione, su stime forti e ben chiare sull’andamento atteso. Ecco che Mary Ann Bartels, capo analisi tecnica e mercati per Bank of America a New York, è passata da una previsione di calo del 15% per l’S&P500 nella prima metà del 2012 a dire: “Non c’è stata alternativa per i mercati, se non quella di registrare rialzi”.

Fiducia degli operatori che sembra ora destinata a restare, fino a quando i dati economici Usa e Cina continueranno a confermare un miglioramento della situazione. A supporto è di recente arrivata la promessa della Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti, di voler mantenere almeno sino alla fine del 2014 i tassi di interesse bassi attorno allo zero.