Oro rimpatriato, Germania sa qualcosa che altri ignorano?

14 febbraio 2017, di Daniele Chicca

Le voci si sono rincorse dal 2013, ossia da quando la Germania ha annunciato che avrebbe rimpatriato circa metà delle sue riserve auree depositate all’estero. Ora che la Bundesbank ha ultimato l’ordine in anticipo, è naturale che in rete e nei media si siano moltiplicate le teorie, cospiratorie e no.

I fan dell’oro si stanno interrogando da anni sui veri motivi dietro alla maxi operazione della Germania. In un primo momento sembrava che la banca centrale e il governo a Berlino stessero mettendo in discussione l’affidabilità della Federal Reserve di New York.

Ma ultimamente i rumor si sono concentrati su un’altra motivazione, quella della paura di un crollo dell’area euro. Ora che la Bundesbank ha confermato di aver rimosso 583 tonnellate di oro dai forzieri di New York e Parigi, la metà dei suoi possedimenti nel metallo prezioso si trovano a Francoforte, tre anni prima della data prefissata.

Secondo l’agenzia di stampa Reuters, tutto questo oro – il secondo maggiore ammontare di riserve auree al mondo – potrebbe tornare utile nel caso in cui la Germania dovesse introdurre un nuovo marco tedesco in seguito al fallimento del progetto dell’euro.

L’ipotesi è tutta da verificare, dal momento che il sistema dei tassi di cambio fissi nato dagli accordi di Bretton Woods è morto e sepolto da un pezzo, negli Anni 70. Di sicuro c’è che a Berlino le autorità sanno qualcosa che altri ignorano e che forse si preparano nel caso in cui l’esperienza dell’euro, moneta definita “irreversibile” da Mario Draghi, si concluda improvvisamente.

Oro da comprare visti rischi politici e aumento tassi

La regione europea è minacciata da diversi fattori, quali i venti populisti nell’anno delle Superelezioni, la crisi dei migranti, il terrorismo, la guerra commerciale con Usa e Cina, nonché la crisi del debito greco e quella del settore bancario italiano. Il tutto mentre l’Ue si appresta a perdere uno dei suoi attori principali, il Regno Unito.

La versione ufficiale della Bundesbank è che il plano di rientro delle riserve di oro serve a “riportare e rilanciare la fiducia sul piano domestico”.

Nel 2015, come ricorda l’emittente americana CNBC sul suo sito, la Bundesbank ha persino pubblicato un elenco di 2.300 pagine con la descrizione dettagliata di tutti i lingotti d’oro in suo possesso. La lista includeva il numero dei lingotti, il codice di inventario, il peso e persino il grado di finezza dell’oro.

Sui mercati, sono sempre piu’ numerosi i commentatori che consigliano di andare lunghi sull’oro. Visto il periodo di incertezza elevata che ci attende nel 2017, gli analisti di UBS hanno sottolineato che la fase di rialzi dei prezzi del metallo prezioso, bene rifugio per eccellenza, ha possibilità di estendersi ulteriormente. Citando la concomitanza di rischi politici e di un aumento dei tassi di interesse, la banca svizzera consiglia di mantenere posizioni rialziste sull’oro.

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