Una crescita disomogenea

20 ottobre 2015, di d.chicca

Di Marco Vailati e Serge Escudé, dell’Ufficio Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda

 

Eurozona: “continua la crescita” – la crescita della massa monetaria accelera sull’impulso dell’azione della BCE. In Germania l’IFO sale lievemente in agosto, ma il dato non tiene ancora conto delle preoccupazioni per la Cina. Nessuna sorpresa invece per la stima preliminare dell’inflazione tedesca di agosto che rimane sui minimi da febbraio (0,1% a/a). Questa settimana sono attese le letture finali dei PMI che dovrebbero confermare la tenuta della crescita. Dominerà la scena la riunione della BCE per la quale è prevista una decisione di politica monetaria invariata. Alcuni economisti ipotizzano già che la Banca Centrale potrebbe optare nei prossimi mesi per un aumento della portata del programma di QE europeo.

UK: “crescita confermata” – la seconda lettura del PIL del 2° trimestre ha confermato il dato preliminare. I dettagli mostrano la forza dell’export, degli investimenti e un contesto di consumi in crescita. Inaspettatamente, la Banca d’Inghilterra (BoE) ad agosto ha rilasciato un verbale “dovish” (8-1 per mantenere i tassi fermi) e il rapporto sull’inflazione è stato interpretato come morbido dai mercati – inducendo la maggioranza degli analisti a posticipare il primo rialzo dei tassi verso il 2° trimestre 2016. L’andamento dei Paesi Emergenti e la forza della sterlina potrebbero, infatti, rallentare lo slancio dell’economia nei prossimi mesi. Tuttavia il governatore della BoE, Carney, ha suggerito che l’aumento dei tassi non può “essere previsto in anticipo” e altri membri hanno lasciato aperta le possibilità di un cambiamento di tono più decisivo (Forbes) con l’aumento che dovrà attuarsi “ben prima” che l’obiettivo di inflazione del 2% sia raggiunto. Questa settimana sono attesi forti PMI che dovrebbero confermare ancora una buona crescita dell’economia.

USA: “crescita moderata” – nel complesso i dati sono positivi, anche se leggermente peggiori delle attese. Sul mercato immobiliare i prezzi delle case sono cresciuti in giugno e il numero di compravendite è aumentato a luglio. La fiducia dei consumatori è aumentata secondo il Conference Board ma non per l’indice dell’Università del Michigan. Il Pil del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo, i consumi e la spesa personale sono in miglioramento così come gli indicatori di fiducia. La ripresa dell’attività economica americana sembra proseguire, sostenuta in particolare dalla solidità del mercato del lavoro e dalla forza del settore immobiliare. Tuttavia il rallentamento dell’inflazione comporterebbe un rialzo dei tassi più graduale nel corso dei prossimi trimestri. Finora la Fed ha adottato un comportamento pragmatico (v. durante la fase di “tapering”) e nel caso di un rinvio del rialzo dei tassi dovrebbe gestire la situazione con un’abile comunicazione evitando disordine sui mercati. Questa settimana l’attenzione si porterà sui dati macro dopo che il simposio di Jackson Hole ha delineato un quadro di opinioni molto spaccate all’interno del FOMC. Gli indicatori per agosto dovrebbero essere tutti positivi, giocando a favore di un rialzo in tempi brevi, a partire dal rapporto sul mercato del lavoro che dovrebbe confermare una crescita degli occupati sopra le 200k unità, un calo della disoccupazione e salari orari in modesto aumento.

Cina: “mosse pro-crescita” – la Banca Centrale ha tagliato i tassi e le riserve obbligatorie per sostenere la crescita e facilitare la transizione dell’economia verso i consumi interni e, quindi, meno dipendente dagli investimenti infrastrutturali e dal settore immobiliare. Tuttavia i dubbi sulla crescita nel 2° semestre, appaiono immutati. La svalutazione dello yuan non è stata accolta positivamente, interpretata come un indebolimento della fiducia circa un rallentamento solo morbido dell’economia. Questa settimana sono attese le letture ufficiali di agosto degli indici Pmi (manifatturiero e servizi) e le letture finali degli stessi indici elaborate da Caixin che dovrebbero confermare la decelerazione in corso.

Giappone: “prezzi con tendenza debole” – l’inflazione rimane sottotono a seguito del calo dei prezzi dell’energia. Questa settimana è importante il dato sulla produzione industriale atteso in decelerazione, mentre la base monetaria dovrebbe continuare a crescere a un ritmo sostenuto a seguito dell’azione della Banca Centrale.

Brasile: “recessione ufficiale” – il Pil del 2° trimestre conferma che l’economia è ormai in recessione tecnica. La scarsa fiducia, una politica monetaria più restrittiva e le peggiorate condizioni dell’occupazione stanno frenando le attività e gli investimenti. Allo stesso tempo, si confermano le sfide del consolidamento fiscale per tagliare la spesa pubblica, che ha continuato ad aumentare; ciò dovrebbe creare ancora maggiori difficoltà per l’economia e il governo quest’anno. Questa settimana la Banca Centrale dovrebbe confermare la politica monetaria e i PMI dovrebbero stare ben sotto la soglia di crescita.

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