Ripresa economica sincronizzata, ma incombe cambio politica monetaria

30 gennaio 2018, di Degroof Petercam AM

Negli USA l’espansione economica è da record e ci si attendono ulteriori rialzi dei tassi dalla Fed. Gli emergenti riducono l’incertezza della politica economica, ma rallentano la crescita per il 2018. La politica monetaria ancora accomodante fa registrare buoni rendimenti per l’azionario europeo

Lo scenario macro

A dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria, l’economia globale mostra i segni di una ripresa economica sincronizzata. La principale sfida per i prossimi dieci anni sarà quella di fare a meno del supporto monetario senza ostacolare la crescita economica e turbare la psicologia di mercato.

Gli Stati Uniti stanno vivendo la terza più grande espansione economica della storia, con la curva di rendimento ancora in trend di appiattimento. Ci aspettiamo un ulteriore inasprimento della politica monetaria con altri tre/quattro rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed entro la fine del 2018.

Per quanto riguarda l’Eurozona, negli ultimi due anni, il ciclo economico europeo si è ripreso considerevolmente, registrando buone performance. Eppure, la disoccupazione resta al di sopra dei livelli pre-crisi, con grandi divergenze tra i paesi. Un inasprimento della politica monetaria non è atteso a breve, ma soltanto dopo che la BCE avrà messo fine al suo programma di acquisto dei titoli verso la fine di quest’anno.

L’incertezza della politica economica dei paesi emergenti si è ridotta ma ci aspettiamo un rallentamento della crescita nel 2018 in quanto la ripresa economica guidata dal mercato del credito è giunta al termine e la politica monetaria resta piuttosto restrittiva. La Cina continua ad essere uno dei principali rischi per l’economia globale, mentre negli altri paesi emergenti l’attività economica resiste ancora.

Asset class su cui puntare

Azionario europeo: le valutazioni restano ragionevoli in Europa (15.0x gli utili stimati e i rendimenti da dividendo rimangono alti rispetto ai rendimenti obbligazionari). La crescita degli utili, probabilmente sottostimata considerato lo scenario macro, rappresenta però un forte rischio per l’Euro. La politica monetaria si conferma accomodante.

Asset class su cui rimanere neutrale

Azionario giapponese: i margini in Giappone hanno già superato l’ultimo picco ciclico e ci aspettiamo che il trend perduri più a lungo. Lo Yen giapponese ha smesso di erodere la performance del mercato azionario ma in generale rimane sottovalutato rispetto al dollaro. La recente vittoria elettorale dell’attuale Primo Ministro Abe e la probabile rinomina del governatore della BoJ Koruda il prossimo anno, favoriranno miglioramenti strutturali attraverso la riforma economica.

Asset class da sottopesare

Obbligazioni Governative: I tassi a 10 anni USA proseguono ancora la loro graduale discesa per poter poi risalire. I mercati obbligazionari dell’Area Euro (governativi e del credito) sono ancora protetti dal programma di acquisto di titoli della BCE, e continuiamo ad attenderci che il rendimento obbligazionario del Bund a 10 anni si posizioni nel range compreso tra 5pb e 65 pb.

In Italia, secondo i sondaggi il Movimento Cinque Stelle potrebbe diventare il principale partito, ma non in grado di conquistare la maggioranza in parlamento. Un governo di coalizione di centro destra è il risultato più plausibile. Confermiamo il nostro sottopeso per l’obbligazionario delle periferie in quanto nella costruzione di portafoglio non vogliamo duplicare il rischio, esponendoci sia sull’azionario che sull’obbligazionario dell’Eurozona.

Azionario USA: Le valutazioni risultano costose per quanto riguarda gli USA, con un rapporto P/E di 18.7x e bassi rendimenti da dividendo in confronto con i rendimenti obbligazionari. Inoltre, la crescita degli utili, supportata dalla riforma fiscale, sarà modesta, mentre la politica monetaria diventerà gradualmente meno accomodante.

Hai dimenticato la password?