Perchè Wall Street sta con la Clinton

12 maggio 2016, di Christopher Dembik (Saxo Bank)

Perché Wall Street sta con la Clinton?

  • I dati storici mostrano che i mercati azionari americani preferiscono un presidente democratico
  • La Clinton ha promesso “business as usual” contro il protezionismo di Trump
  • Un mandato democratico permetterebbe in media guadagni superiori dell’11%

Chi sarebbe la miglior scelta per gli investitori statunitensi: la democratica Hillary Clinton o la sua controparte repubblicana, Donald Trump? Come si comporterebbe lo Standard&Poor’s 500 sotto una presidenza Trump? Quale sarebbe invece il suo andamento in caso di una Clinton presidente?

Sono queste le domande che ci siamo posti.

Per rispondere non abbiamo analizzato nel dettaglio i programmi di politica economica dei candidati, in quanto saranno facilmente oggetto di una significativa modifica durante le convention di partito di questa estate. Per esempio, se Donald Trump verrà scelto come candidato repubblicano, è molto probabile che si troverà costretto ad ammorbidire la propria retorica protezionistica in termini di commercio internazionale.

Di conseguenza, abbiamo scelto la strada dell’analisi storica della media delle variazioni di prezzo dell’S&P 500 durante i mandati presidenziali tra il 1930 e il 2015.

Il risultato è chiaro: storicamente, un presidente democratico è più favorevole per lo S&P 500 rispetto a uno repubblicano. In media, l’indice aumenterebbe dell’11,38 % durante il primo anno di mandato presidenziale in caso di leader democratico, mentre calerebbe dell’1,27 % sotto un presidente repubblicano.

Alla conclusione del mandato, inoltre, la differenza sembrerebbe altrettanto sorprendente…
Tuttavia, questa analisi non tiene conto di tutta una serie di altri fattori che influenzano i movimenti dell’indice, come la politica monetaria, l’appartenenza politica del Congresso, l’andamento atteso della crescita economica o, addirittura, la correlazione positiva con altri asset (come il petrolio).

Inoltre, pur non trattandosi assolutamente di un indicatore delle performance future, corrobora una diagnosi in gran parte condivisa all’interno della comunità economica: la Clinton farebbe molto meglio a Wall Street rispetto ad un Trump presidente.

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