Investimenti: come ottimizzare i rendimenti zero

19 gennaio 2016, di Antonio Bottillo

Oggi gli investitori orientati all’income cominciano a prendere coscienza dell’impatto del rialzo dei tassi di interesse sui propri portafogli. È importante ricordare che vi sono diverse possibilità, al di là dei mercati obbligazionari, per ottenere fonti di reddito interessanti e per costruire portafogli più robusti.

Abbiamo chiesto a vari esperti in materia di investimenti del gruppo Natixis Global Asset Management di illustrare quali opportunità ravvedono per ottimizzazione i rendimenti. Le asset class prese in esame per la loro potenziale redditività comprendono azioni, real estate, bank loans e municipal bond.

“In uno scenario di bassi rendimenti, gli investitori sono sempre più alla ricerca di nuove fonti di reddito”, sottolinea Antonio Bottillo, Country Head per l’Italia di Natixis Global Asset Management.

“Gli esperti delle nostre diverse affiliate sottolineano, ad esempio, l’importanza di concentrarsi sì sull’income, ma corretto per il rischio, cosi come su opportunità offerte da asset class non tradizionali come REIT e municipal bond. Asset class non tradizionali o non correlate con i principali indici di mercato possono, infatti, aumentare la diversificazione e aggiungere fonti di rendimento in modo da costruire portafogli più robusti e in grado di affrontare diversi contesti di mercato”.

Maura Murphy, CFA® , Portfolio Manager Loomis, Sayles & Company

È tempo di concentrarsi sull’income corretto per il rischio

La Fed ha attuato una politica di tassi zero per 7 anni, fino a dicembre 2015 quando è stato votato il primo aumento dei tassi d’interesse. Il graduale inasprimento della politica monetaria avviene in un momento in cui la crescita globale è ancora incerta e l’inflazione piuttosto bassa, con i mercati delle materie prime sotto notevole pressione. Sebbene la Fed abbia iniziato ad aumentare i tassi, si prevede che la strada verso la normalizzazione sarà lunga.

A meno che la crescita e l’inflazione non aumentino in modo significativo, non prevediamo che i tassi statunitensi aumenteranno notevolmente quest’anno. A fronte della stretta sulle condizioni finanziarie, ci aspettiamo che permanga la volatilità sui mercati. In tale contesto, riteniamo che gli investitori dovrebbero concentrarsi sull’income corretto per il rischio. La consapevolezza sia del livello di rischio sia del rendimento può contribuire ad ottenere un rendimento di portafoglio più coerente ed un rendimento complessivo ottimale.

Ottenere income sui mercati azionari U.S.

Le azioni che pagano dividendi sono spesso considerate la fonte più tradizionale di reddito in un portafoglio. Riteniamo che i dividendi statunitensi costituiranno complessivamente una fonte centrale di reddito nel 2016, poichè gli Stati Uniti rimarranno nella tarda fase espansiva del ciclo economico. Si tratta di imprese con multipli interessanti, che hanno distribuito dividendi in passato e i cui dividendi cresceranno in futuro.

Settori quali quello finanziario, tecnologico e delle telecomunicazioni offrono interessanti profili di crescita dei dividendi e tendono a sovraperformare in ambienti di tassi in rialzo. Inoltre, se inizieremo a vedere una ripresa nel settore delle commodity, il settore energetico e quello dei materiali potrebbero presentare opportunità in ottica “value”.

L’Europa sta attraversando una fase di recupero del ciclo economico. La storia ci insegna che, in tale contesto, le azioni forniscono un rendimento complessivo interessante. Con il proseguimento del programma di quantitative easing da parte della BCE, e man mano che avremo maggior chiarezza sugli utili aziendali in tale area, riteniamo che i titoli azionari che pagano dividendi in Europa costituiranno un’asset class da prendere in considerazione nel 2016.

I settori più interessanti sono quelli meno sensibili ai tassi

I titoli obbligazionari rappresentano un’altra fonte di reddito in portafoglio. Tuttavia, alla luce di tassi bassi e in possibile aumento, è difficile individuare performance corrette per il rischio interessanti. Tendiamo a privilegiare i settori obbligazionari meno esposti al rischio tasso, in particolare le obbligazioni high yield e i prestiti bancari.

Soluzioni alternative per individuare reddito

Vale la pena considerare anche fonti di reddito alternative. I Real Estate Investment Trust (REIT) possono continuare a fornire guadagni ponderati per il rischio interessanti e possono costituire un elemento di diversificazione particolarmente utile in un portafoglio multi-asset. Tuttavia, tale asset class potrebbe trovarsi sotto pressione nel caso di un rapido aumento dei tassi. Sebbene i MLP (Master Limited Partnership) offrano rendimenti relativamente elevati, presentano potenzialmente una maggiore volatilità al ribasso a causa della continua debolezza sui mercati del petrolio.

La stabilità del comparto energetico e una maggior chiarezza sui flussi finanziari degli MLP potrebbero rappresentare un’opportunità interessante per il futuro, sebbene riteniamo sia troppo presto per ottenere rendimenti in tale settore. Gestire i portafogli in un contesto di volatilità di mercato sarà più difficile nel 2016. Ritengo che un approccio ciclico accompagnato da un’attenzione per le opportunità tattiche nell’individuazione di reddito ponderato per il rischio possano contribuire ad ottimizzare i rendimenti.

Bruno Crastes, CEO, Global Macro Strategist H2O Asset Management

Guardando il quadro macroeconomico globale, sembra che i cambiamenti in termini di tassi di interesse, tassi di cambio e liquidità suggeriscano minori opportunità a livello di mercato obbligazionario. Infatti, penso che l’asset class obbligazionaria subirà un calo di popolarità tra gli investitori globali nel corso dei prossimi anni. Le obbligazioni sono costose e la volatilità dell’asset class è aumentata negli ultimi tempi in attesa dell’aumento dei tassi da parte della Fed, avvenuto in ritardo rispetto alle attese. Non solo le obbligazioni non sono state voltatili, ma nel 2015 hanno ottenuto ben poco in termini di rendimenti.

Sussiste inoltre il rischio di una massiccia ondata di vendite obbligazionarie a causa del riposizionamento delle asset allocation da parte degli investitori globali. Ecco perché pensiamo che gli investitori non dovrebbero sovra pesare tale asset class.

Dinamiche sui mercati azionari e valutari

Riteniamo che nel 2016 sul Forex le valute legate alle commodity, tra cui quelle australiana e neozelandese, continueranno ad indebolirsi contro il dollaro statunitense. Anche nel caso in cui i prezzi delle commodity dovessero rimanere immutati nel 2016, il difficile contesto economico sia per l’Australia che la Nuova Zelanda, che dovrebbe portare ad un aumento del tasso di disoccupazione, graverà su tali valute.

Di conseguenza, andare corti su tali valute potrebbe risultare premiante nel corso del 2016. Quanto all’asset class azionaria, riteniamo le azioni europee più interessanti rispetto a quelle statunitensi. Nonostante la recente tendenza rialzista sulle azioni europee, le relative valutazioni appaiono ancora ragionevoli, mentre le azioni negli Stati Uniti si sono spostate verso i massimi storici. Fattore ancora più importante, il contesto macroeconomico è più favorevole in Europa, poichè la banca centrale sta proseguendo con il programma di QE.

Riteniamo inoltre che i portafogli di molti investitori globali siano sovrappesati sulla componente azionaria statunitense, mentre le azioni europee devono ancora raggiungere questi livelli in tali portafogli. Infine, una serie di aumenti dei tassi negli Stati Uniti potrebbe mettere ulteriore pressione sui titoli azionari statunitensi. È possibile che, a quel punto, gli investitori statunitensi riconvoglino le proprie risorse verso asset esteri.

James Grabovac, CFA® , Managing Director, Portfolio Manager McDonnell Investment Management

A seguito della riunione di dicembre, la Federal Reserve ha implementato il primo aumento dei tassi di interesse a breve termine in quasi dieci anni. Nel valutare quali implicazioni potrebbe avere questa novità per gli investitori in municipal bond, è importante considerare quanto segue.

Dinamiche favorevoli in caso di aumento dei tassi

I municipal bond tendono solitamente a performare meglio dei titoli governativi in un contesto di tassi in aumento (e peggio in un contesto di tassi in ribasso). Il motivo per cui i municipal bond tendono ad essere meno volatili è legato all’Offerta di Nuovi Titoli (New Issue Supply).

Quando i tassi aumentano, è meno probabile che gli emittenti locali emettano obbligazioni per rifinanziare debito più vecchio e a tassi più elevati e, di conseguenza, l’offerta di nuovi emissioni tende a ridursi. Quando i tassi scendono, gli emittenti sono fortemente incentivati a emettere Obbligazioni di Rifinanziamento. Nel 2015, l’emissione di tali titoli ha rappresentato ben due terzi dell’intera emissione di municipal bond in circolazione.

Tassi più elevati possono ridurre marginalmente tale offerta e, a loro volta, contribuire ad attenuare parte del potenziale ribasso sul mercato dei municipal bond durante periodi di tassi generalmente in rialzo. In termini di potenziale impatto di mercato, ci aspettiamo che la curva dei rendimenti tenderà ad appiattirsi.

In altre parole, nella misura in cui i tassi aumenteranno, l’effetto sarà più significativo sul segmento a breve termine della curva dei rendimenti rispetto alle scadenze più lunghe. Tale dinamica rappresenta storicamente lo sviluppo più probabile e, se valutato nel contesto di un’inflazione al di sotto del target in gran parte delle economie sviluppate, sembra un esito altamente probabile nell’orizzonte di medio periodo.

Potenziale di diversificazione del reddito

È anche importante per gli investitori considerare la propria allocazione sui municipal bond nell’ambito più ampio della loro asset allocation complessiva. I municipal bond, in quanto asset class, tendono generalmente a non avere quasi alcuna correlazione col mercato azionario americano e, di conseguenza, possono contribuire a ridurre la volatilità complessiva di un portafoglio fornendo, al contempo, un flusso reddituale esente da tassazione. Un investimento moderato in municipal bond esentasse può essere complementare a componenti di portafoglio più rischiose per gli investitori alla ricerca di fonti di income elevato.

Considerate le attuali valutazioni, i contribuenti con aliquota marginale più alta possono beneficiare di un maggiore reddito al netto delle imposte rispetto ad obbligazioni corporate di simile qualità. Nell’attuale contesto, prevediamo che la Fed abbia intenzione di cambiare politica gradualmente e deliberatamente, prestando attenzione alle condizioni economiche e dei mercati finanziari. Sebbene sia sempre invitante affermare “questa volta è diverso”, questa volta è proprio così.

Il cambiamento di rotta della Fed avviene a seguito di un periodo di sette anni di politica monetaria estremamente accomodante, associata ad una politica similare senza precedenti da parte delle principali banche centrali di tutto il mondo.

Inflazione bassa, tassi in graduale aumento

Mentre il mercato del lavoro statunitense è migliorato sensibilmente, continua a persistere un notevole eccesso di capacità produttiva a livello globale e una domanda aggregata relativamente debole. In tale situazione, la scarsità dell’offerta non è particolarmente elevata, e sembra piuttosto remota la possibilità di una ripresa inflazionistica spontanea che necessiterebbe di una politica molto più aggressiva da parte della Fed. Ci aspettiamo un graduale aumento dei tassi a breve ed un tasso terminale sostanzialmente inferiore a quello raggiunto durante i precedenti cicli di tassi di interesse della Fed.

Michael Acton, CFA® , Director of Research AEW Capital Management

Con l’avvio del 2016, i rendimenti immobiliari a livello globale presentano uno spread interessante rispetto ai Treasury e altri titoli di stato. Al 28 dicembre, il dividend yield per i Real Estate Investment Trust (REIT) statunitensi era di circa 4,23% (in base all’FTSE NAREIT U.S. Real Estate Index). Permane inoltre un forte flusso globale di capitali in entrata nel settore immobiliare.

Forte aumento dei proventi

In media, stiamo assistendo ad un forte aumento dei proventi immobiliari. Ciò è dovuto al fatto che il mattone costituisce un’asset class tipicamente favorita alla fine di un ciclo economico e questa è precisamente la fase in cui si trovano attualmente gli Stati Uniti. Per prima cosa, abbiamo dovuto attendere la ripresa del settore degli affitti, per poi assistere alla ripresa del settore proprietario. Quindi, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, stiamo attraversando la fase di più rapida crescita reddituale di questo ciclo del mercato immobiliare, che prevediamo durerà per tutto il 2016 e 2017.

I tassi di non occupazione (vacancy rates) sono in calo quasi ovunque negli Stati Uniti. Gli affitti hanno ormai toccato il loro punto di minimo e sono in aumento. La risposta sul lato offerta è stata molto lenta a causa di nuove regolamentazioni bancarie e della difficoltà di reperire capitali per nuovi progetti immobiliari. Pertanto, potremmo assistere ad una crescita dei proventi immobiliari molto elevata nei prossimo 2-3 anni. Ciò potrebbe contribuire a proteggere il settore immobiliare dagli aumenti dei tassi di interesse.

Urbanizzazione, la forza motrice della domanda in Cina

La ripresa del mercato immobiliare in Europa è leggermente in ritardo rispetto a quella statunitense, mentre persistono situazioni molto diverse in Asia. In Giappone la crescita è lenta. La Cina sta attraversando un rallentamento della crescita, sebbene la forte urbanizzazione in atto stia alimentando una notevole domanda immobiliare in alcune zone. In generale, i fondamentali per il mattone paiono molto forti.

In quasi tutti i mercati del mondo, la nuova offerta è stata pesantemente condizionata dalla crisi finanziaria del 2008-2009 e dalle sue conseguenze. Molto semplicemente, vi è una carenza di credito disponibile per sviluppi immobiliari in molte aree del mondo. Pertanto, anche di fronte all’attuale rallentamento della crescita globale, il mattone sta producendo notevoli proventi e pensiamo continuerà a farlo negli anni a venire.

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