Inversione della curva Usa, quanto è vicina la recessione?

20 dicembre 2018, di Ken Orchard (T. Rowe Price)

La prospettiva di un’inversione della curva dei rendimenti USA sembra essere vissuta con grande timore. Dato che una curva invertita è generalmente considerata come un segnale predittivo di una recessione, la preoccupazione dei mercati è comprensibile. Tuttavia, vale la pena fare un passo indietro e cercare di capire quali siano le reali implicazioni di un’inversione della curva.

La domanda più importante è la seguente: l’inversione della curva è un segnale affidabile di una recessione in arrivo? In generale, la risposta è sì, ma in modo diverso da come viene comunemente inteso. Le curve dei rendimenti non provocano le recessioni, pur essendo un buon indicatore della relativa restrittività della politica monetaria, che nel tempo condiziona l’economia reale.

I dati mostrano che le cinque recessioni avvenute a partire dal 1976 sono sempre state precedute da inversioni della curva durate per un tempo significativo – tipicamente almeno 10 mesi. In tutti questi casi, la curva è poi tornata ad essere ripida prima che iniziasse la recessione.

Vale anche la pena sottolineare che storicamente l’intervallo di tempo tra l’inversione della curva e l’inizio della recessione è stato variabile, con una durata compresa tra 6 e 24 mesi. Le cause di una recessione possono essere molteplici. Shock economici come prezzi dell’energia elevati, la crisi dei mutui subprime nel 2007 o lo scoppio della bolla dot-com nel 2000 spesso giocano un ruolo importante.

Se e quando la curva dovesse invertirsi, potrebbe comunque trascorrere una notevole quantità di tempo prima che l’economia statunitense entri in recessione. Ciò significa che è importante monitorare anche altri indicatori economici e di mercato, come il prezzo delle commodity e gli spread sul credito, per cogliere i segnali di un’inversione del momentum economico.

Un’inversione della curva dei rendimenti è probabile nel prossimo futuro? Nel complesso, riteniamo di sì. La differenza tra i rendimenti dei Treasury a due anni e a cinque anni è già pari a zero. Se la Fed alzerà i tassi ancora una o due volte, l’impatto sull’economia reale evolverà nel corso del 2019, in concomitanza con il venir meno degli stimoli fiscali. Date queste circostanze, è probabile che la curva dei rendimenti si inverta nella prima parte dell’anno prossimo e che ciò sia seguito da una recessione nel 2021-2022.

Tuttavia, l’inversione della curva e la recessione non sono inevitabili. La Fed, infatti, potrebbe decidere di rallentare o addirittura di interrompere i rialzi: in questo caso l’economia potrebbe mantenere il momentum e la curva dei tassi tornare ripida.

Gli indicatori del mercato immobiliare sono negativi da metà del 2018 e vi sono lievi segnali di indebolimento in altri settori. Se le cattive notizie dovessero estendersi al mercato del lavoro, la Fed potrebbe convincersi ad ammorbidire la propria posizione sui rialzi dei tassi.

Per avere delle risposte certe bisognerà attendere il corso degli eventi. Per ora, chi si preoccupa per la prospettiva di un’inversione della curva dei tassi farebbe bene a considerare due elementi: primo, non è ancora avvenuta e potrebbe non arrivare affatto; secondo, anche se si vi fosse un’inversione, le tempistiche della potenziale successiva recessione sono molto difficili da prevedere.

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