Elezioni Politiche: Mdp in trincea

9 ottobre 2017, di Giovanni Falcone

Elezioni Politiche: Mdp in trincea

Come in ogni guerra che si rispetti, bisogna pensare alla costruzione delle “trincee” in vista dell’appuntamento con le elezioni politiche fra qualche mese.

Strategia della sopravvivenza e il “Movimento delle poltrone” lo sa e quindi sono tutti schierati a scavare una fossa che in un modo o nell’altro potrà rivelarsi utile nel medio periodo. Certo, con una percentuale da prefisso telefonico il rischio potrebbe essere quello di non raggiungere la soglia di sbarramento per accedere al Parlamento nazionale, il fatidico 3%.

I generali senza truppa lo hanno detto chiaro fin dall’inizio, quando si sono staccati dal Partito democratico alla ricerca di un nuovo soggetto politico. Meglio  fare il “generale” in un partito che deve ancora nascere, MDP per l’appunto, che fare il “soldato semplice” in una forza politica che aspira alla guida del Paese e che lotta per il 40% grazie al popolo del SI.

Essere e ragionare come un’accozzaglia significa questo, ragionare alla giornata, senza visione, senza un progetto Paese. Qui è in gioco la “poltrona” alle prossime elezioni politiche e la stessa sopravvivenza politica di tanti tromboni che, mediamente da una quindicina di anni, vediamo circolare nella aule parlamentari.

Per lo più si tratta di soggetti senz’arte né parte e, al netto una passeggiata ai “giardini pubblici” non saprebbero come passare il tempo: tengono tutti famiglia e il loro atteggiamento, quello di costruirsi una trincea per combattere è ragionevole, è alla loro portata.

L’altro giorno, per l’ennesima volta, al tentativo dell’ex sindaco di Milano di trovare un punto d’incontro con il Partito democratico, saldamente alla guida del segretario votato con il 70% dei consensi, si sono offesi e il Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, socio fondatore del Movimento delle poltrone ha tuonato: “ Pisapia se n’è ghiuto e soli ci ha lasciato … Pochi si erano accorti che nelle nostre file egli ci fosse ancora”.

Intanto Matteo Renzi ha tenuto a precisare che “I nemici non sono quelli che se ne sono andati”, lasciando intravedere la possibilità di un rientro nella vecchia casa del Partito democratico.

Pisapia questo lo ha capito e nell’ottica di costruire una sinistra larga e inclusiva alle prossime elezioni politiche sembra che abbia accettato l’invito.

Gli altri invece, i vecchi generali, a cominciare dal giovane Speranza, non accettano e pensano a scavare fosse e marcare le distanze. Per loro è un  rischio calcolato, nella peggiore delle ipotesi che non dovessero raggiungere la soglia del 3%, resteranno nella fossa che hanno costruito e li fisseranno la loro futura sede, politicamente s’intende.

Il popolo del SI al referendum costituzionale di dicembre 2016 già ringrazia.

 

 

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