Elezioni italiane: come gestire il rischio dei BTP

14 febbraio 2018, di Nizam Hamid (WisdomTree)

Le imminenti elezioni italiane potrebbero riproporre un contesto rischioso per i titoli di Stato del Paese, i BTP. Nonostante le parziali differenze rispetto al referendum del 2016, che aveva evidenziato notevoli problematiche e questioni irrisolte a livello costituzionale, le elezioni sono sicuramente foriere di un elemento d’incertezza che gli investitori dovrebbero prepararsi ad affrontare. Storicamente, i rendimenti dei BTP si sono dimostrati sensibili al rischio politico e, nel periodo antecedente al referendum del 2016, sono schizzati verso l’alto passando dall’1% al 2%.

A seguito del recente movimento al rialzo, nel dicembre del 2017, prima dello scioglimento delle Camere, il rendimento dei BTP a dieci anni è salito dall’1,39% all’1,77%: una modesta variazione dello 0,38%. Anche se difficilmente queste elezioni apporteranno i cambiamenti attesi in occasione del referendum del 2016, potrebbero comunque rivelarsi dense di eventi. Le incognite spaziano dall’eventualità che nessun partito raggiunga una vittoria schiacciante, alla vittoria del Movimento 5 Stelle, movimento anti-establishment, fino a contemplare un’affermazione della coalizione tra Forza Italia e la Lega Nord o altri partiti di centro-destra.

Gli ETP obbligazionari a leva inversa possono essere gli strumenti ideali per gestire i portafogli fixed income in concomitanza a un rischio di evento come, ad esempio, le prossime elezioni in Italia. Nel caso dei BTP e dell’imminente tornata elettorale, coprire i portafogli usando short BTP ETP può dimostrarsi efficiente dal punto di vista del capitale e vantaggioso rispetto alle caratteristiche rischio/rendimento. Poiché la BCE sta iniziando a porre termine all’attuale contesto di politica espansiva, l’aumento dei tassi potrebbe interessare il debito sovrano di tutta l’Eurozona, creando opportunità di copertura non solo nei BTP ma anche per i Bund.

In vista delle elezioni, riteniamo che gli investitori potrebbero voler coprire le posizioni in BTP con un’allocazione tattica sugli ETP a leva inversa. Oltre alla gestione del rischio politico, sale anche l’attenzione sui rischi associati al rialzo dei tassi in Europa poiché la BCE sta ponendo un termine al favorevole contesto del QE.

Andamento di BTP e Spread con i Bund in vista delle elezioni politiche italiane del 4 marzo

Gli investitori che intendono coprire i loro portafogli non cercano solo di proteggere il valore del capitale degli asset in questione ma sono motivati anche dal desiderio di gestire la volatilità di tutto il portafoglio. Per questi investitori impossibilitati a implementare strategie che usino future, opzioni o swap, i prodotti ETP possono offrire una copertura efficiente dal punto di vista operativo e dei costi.

Contrariamente ai derivati che possono risultare strumenti difficili da gestire in termini di margine, rischio complessivo ed esposizione, gli ETP consentono agli investitori long only di detenere una posizione corta. Poiché gli ETP sono quotati e negoziati in Borsa, hanno la possibilità di disporre di più provider di liquidità, totale trasparenza delle quotazioni, costi di swap e TER. È importante che gli investitori siano pienamente consapevoli delle caratteristiche maggiormente tecniche degli ETP a leva e a leva inversa come i rendimenti da compounding, il ribilanciamento giornaliero e la natura over-collateralizzata dello swap.

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