Dieci riflessioni pesanti sul salvataggio di Mps

13 gennaio 2017, di Francesco Verolino

È evidente che qualche cosa non ha funzionato in un sistema complesso come quello del credito e del risparmio delle banche italiane. Tuttavia è importante comprendere alcuni meccanismi, di cui ora nessuno parla e che potrebbero essere critici se si intende intervenire sulle cause e non sui risultati di una così vasta problematica che, purtroppo investe tutti noi.

1) Banca d’Italia ha il compito di vigilare. Cosa ha vigilato? Quanti falsi affidamenti ha individuato in questi anni?. Non sarebbe stato complesso, anche in considerazione del numero limitato di operazioni sospette.

2) Le banche, anche quelle malate, sono tra i principali creditori dello Stato, avendo sottoscritto debito pubblico. Da ciò si disegna un nesso tra soggetto salvato e salvatore. Nesso che rende ancora più instabile un sistema.

3) Il salvataggio, implica una modifica di un sistema che non ha funzionato o dal punto di vista funzionale, o sotto quello organizzativo e di controllo. Resta tutto immutato? Quale è la modifica del quadro normativo?

4) MPS ha realizzato negli ultimi 4 anni ricapitalizzazioni per oltre 8 miliardi di Euro. Ciò nonostante occorre un salvataggio di 8,8 miliadi di Euro. Quanti altri ne serviranno?

5) Se il mercato dei capitali trova vantaggio nel “perdere” affidando con il credito soggetti inaffidabili con il risparmio dei cittadini, perché dovrebbe avere convenienza a effettuare impieghi in un tessuto imprenditoriale fatto di microimprese?

6) Dal punto precedente si comprende che se banche hanno impiegato risorse nello Stato e nei furbetti del quartiere non hanno dato risorse alle PMI. Il salvataggio, ristora i risparmiatori. E gli imprenditori sani, quelli che creano occupazione, dove sono?

7) Tra l’importazione dei mutui subprime, i derivati, gli impieghi finti, gli illeciti bancari di qualsiasi genere, oramai occorre parlare di tossicità di un sistema e non solo di prodotti tossici.

8) L’insieme dei punti precedenti, riportato per la totalità delle banche e per gli ultimi 40 anni di storia italiana, potrà mai essere compensata da 20 miliardi di euro?

9) Mai pensare che possa trattarsi di un errore o di una fatalità. In questo caso occorre ritenere che chi abbia gestito il risparmio lo abbia fatto in cattiva fede.

10) Il problema delle banche italiane è certamente tra i principali rischi sistemici mondiali. La credibilità del Nostro Paese passa attraverso la modalità di risoluzione della crisi. Ora stiamo facendo comprendere che “salviamo chi ruba”.

Quale può mai essere la Nostra credibilità?

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