Debito mercati emergenti, corsa è destinata a continuare

20 giugno 2016, di Thierry Larose (Degroof Petercam)

Il rally del debito del mercato dei Paesi Emergenti, al quale abbiamo assistito tra la metà di febbraio e la fine di aprile, rappresenta senza dubbio, insieme al recente periodo di volatilità, un’interessante possibilità di ingresso in quest’area d’investimento per chi guarda al lungo periodo.

Ecco perché:

  1.  Dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008, il rendimento medio a scadenza del debito sovrano in valuta locale dei mercati emergenti non è mai stato così a buon mercato rispetto a quello del resto dell’universo globale del reddito fisso. E sappiamo che tale differenziale è una valida misura del premio per il rischio di un investimento obbligazionario.
  2.  Solo pochi decenni fa, i Paesi sviluppati erano 8 o 9 volte più benestanti rispetto ai Paesi emergenti in termini di PIL pro capite. Ora la differenza si è ridotta, e i primi sono solamente quattro volte più ricchi rispetto ai secondi. Resta ancora aperta, poi, la domanda su quanto potenziale ci sia ancora.
  3.  C’è ancora un assurdo squilibrio tra il peso delle economie emergenti nei mercati finanziari, da un lato, e nell’economia reale dall’altro. Nelle economie emergenti la capitalizzazione di mercato di obbligazioni e prestiti rappresenta il 20% (un quinto) del Pil prodotto da questi stessi Paesi in un anno. Nei Paesi sviluppati di norma tale cifra è molto più elevata e arriva al 200%. Rispetto alla dimensione dell’economia reale, i Paesi emergenti sono grandi come i Paesi sviluppati, a volte anche di più (anche senza contare la Cina), ma, d’altra parte, la capitalizzazione di mercato delle loro attività finanziarie e attività a reddito fisso è molto inferiore. La leva finanziaria complessiva è molto bassa.
  4.  Il mercato obbligazionario dei Paesi emergenti, e in particolare quello in valuta locale, continua a essere esposto a un forte rischio di volatilità, legato anche alle molto variegate vicende politiche di questi Paesi. Per chi guarda al lungo periodo è fondamentale non prendere semplicemente in esame i rendimenti ma, in particolare in un’area così varia e in parte instabile, soprattutto i rendimenti in rapporto con i rischi che ci si assume. Da questo punto di vista, il nostro approccio SRI rappresenta una garanzia in più.

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