Cina, opportunità di guadagno anche nel 2016

14 dicembre 2015, di Louisa Lo (Schroders)

Sebbene la crescita del PIL cinese sia rimasta praticamente ferma al 6,5-7% nel 2015, l’economia reale mostra un quadro molto più fosco, giacché diversi indicatori hanno rilevato una crescente debolezza. Nonostante ciò, come evidenziato dalla nostra strategia d’investimento, riteniamo che continuino ad esserci opportunità bottom-up di lungo termine in Cina.

Sebbene gli ultimi dati siano stati deboli, il settore dei servizi è per lo più in miglior forma, ma la ripresa non è sufficiente a controbilanciare il rallentamento del settore manifatturiero. La domanda dei consumatori è stata colpita duramente dalla campagna anti-corruzione, per i prodotti di lusso e persino per i beni di consumo, sia per i player locali sia per le multinazionali.

Il ritmo degli investimenti in beni fissi, che prima fungevano da strumento anti-ciclico, ha anche mostrato segnali di rallentamento, sulla scia di una diminuzione delle richieste di avvio di cantieri per proprietà immobiliari e di una mancanza d’incentivi per i governi locali affinché adottino misure di stimolo fiscale.

La ristrutturazione e le riforme sono da molto tempo ritenute fondamentali dal governo di Pechino per migliorare l’efficienza aziendale e ottimizzare l’allocazione delle risorse. Tuttavia, fino ad oggi, le iniziative di riforma hanno deluso, specialmente tra le grandi imprese statali. Al contrario, si sono registrati alcuni progressi tra le imprese statali più piccole, data la loro maggiore flessibilità, utile per il cambiamento e le riforme.

Avvicinandoci al 2016, il governo probabilmente incoraggerà le attività di fusione e acquisizione all’estero, in particolar modo nel settore tecnologico. Tuttavia, alcuni di questi accordi potrebbero non portare a un miglioramento degli utili e richiedono un monitoraggio più attento.

Banche: verrà evitato crollo sistemico

Tra i potenziali rischi per la Cina ci sono gli errori di politica da parte del governo cinese, rischi sugli utili per le società a causa di una lenta crescita del fatturato in un contesto deflazionistico e un ulteriore aumento dei prestiti non performanti nel sistema bancario. Sebbene la ristrutturazione potrebbe continuare ad esercitare pressione sull’economia nel breve termine, non prevediamo un imponente crollo sistemico del sistema finanziario.

Un altro rischio rilevante per il mercato cinese e per quello di Hong Kong sarà la tempistica del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, mentre il dispiegarsi delle operazioni di carry trade sul biglietto verde smorzerà l’avversione al rischio degli investitori e metterà pressione ai mercati asiatici.

In uno scenario di mercato caratterizzato da crescita economica lenta e utili deboli, l’importanza di una selezione bottom-up dei titoli accresce di valore. Continuiamo a focalizzarci sugli investimenti in società che hanno modelli aziendali sostenibili e flussi di cassa robusti.

Sul mercato azionario cinese, continuiamo ad essere sovrappesati nei settori dei servizi e dei consumi, incluso internet, turismo e istruzione, per via del nostro outlook positivo di lungo termine sulla domanda di consumi. Abbiamo anche investito selettivamente nelle società che possono beneficiare da politiche statali di sostegno, inclusi i titoli delle aziende che producono materiale ferroviario, di quelle focalizzate sulla tutela dell’ambiente e di quelle attive nel comparto delle energie rinnovabili e alternative.

Al contrario, continuiamo ad avere un approccio prudente al settore bancario, dato l’aumento dei rischi legati alla qualità degli attivi e il declino dei margini netti sugli interessi. Infine, siamo ampiamente sottopesati sui titoli petroliferi ed energetici.

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