Biotecnologie: è difficile stare al passo con il loro progresso

30 aprile 2018, di Marie-Laure Schaufelberger (Pictet AM)

Le società farmaceutiche stanno perdendo terreno nei confronti di un nuovo tipo di produttori farmaceutici. Mentre le case farmaceutiche producono medicinali partendo dalle sostanze chimiche, le società biotecnologiche utilizzano organismi viventi come batteri o enzimi per i loro prodotti. Inoltre, una più profonda comprensione del DNA umano ha consentito alle società biotecnologiche di affrontare malattie specifiche con molta più precisione rispetto alle società farmaceutiche tradizionali.

Il settore ha un tasso di crescita stimato del 15-20% annuo. Questo rappresenta un tasso di crescita previsto del 6% per le vendite di farmaci con prescrizione a livello mondiale per il periodo fino al 2022. Oltre 700 società biotecnologiche sono attualmente quotate sui mercati azionari internazionali. I ricavi totali delle società biotecnologiche quotate sono cresciuti di sette volte dal 2000 al 2016, passando da poco più di 20 a quasi 140 miliardi di dollari.

Notevoli successi

Le società biotecnologiche hanno già raggiunto risultati considerevoli. ‘Un buon esempio è la cura per l’epatite C, che è stata messa a punto da un’importante società biotecnologica americana’, afferma Marie-Laure Schaufelberger, Product Specialist del fondo Pictet-Biotech. Tuttavia, il prezzo di questa cura è alto. Un trattamento della durata di tre mesi può costare dai 70.000 ai 100.000 dollari. Dozzine di società biotecnologiche hanno uno o più prodotti nella fase finale di sviluppo clinico che precede l’approvazione della FDA, l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

Un settore da tenere sott’occhio

Nell’ambito farmaceutico tradizionale, quando il brevetto di un farmaco di successo scade, un timore diffuso per il produttore è che le società che realizzano farmaci generici ne riproducano la formula commercializzandola a un prezzo significativamente scontato. Dato che i brevetti dell’Aspirina sono in circolazione da parecchio tempo, altre società oltre alla Bayer, che l’ha inventata, sono autorizzate a produrre e vendere questo farmaco. Ciò spiega perché una compressa costa solo pochi centesimi. La società di consulenza EvaluatePharma stima che le società farmaceutiche sono destinate a perdere ricavi pari a quasi 80 miliardi di dollari tra il 2017 e il 2020 per via dell’aumento della concorrenza.

Per le società attive nelle biotecnologice, questo rischio è notevolmente minore. ‘Chiunque voglia produrre una medicina simile a un farmaco biotecnologico il cui brevetto è scaduto – noto anche come farmaco biosimilare – deve innanzitutto dimostrare che il prodotto presenta esattamente le stesse caratteristiche biologiche del trattamento originale’, spiega Schaufelberger. ‘Una procedura molto più complessa rispetto a quella dei farmaci tradizionali, per i quali è sufficiente dimostrare che la composizione chimica è simile.’

Un ostacolo maggiore per le società concorrenti che producono farmaci generici

Negli Stati Uniti, le società che intendono commercializzare la versione generica di un farmaco biotecnologico il cui brevetto è scaduto devono superare un altro ostacolo. ‘Questi farmaci devono superare test clinici, simili a quelli del farmaco biotecnologico originale’, afferma Schaufelberger.

‘Oltre a un capitale e conoscenze importanti, occorreranno laboratori di alta qualità per produrre in modo sicuro ed efficiente farmaci generici ed essere competitivi con un prodotto di successo, una volta scaduto il brevetto. Tra le società che possiedono tutti questi asset figurano molte grandi società biotecnologiche. Se giocano bene le loro carte, crediamo che abbiano il potenziale per attingere a una nuova fonte di reddito. Riteniamo che le dinamiche del settore biotecnologico lo rendano un’area di investimento interessante’.

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