Banche, tutto deciso da Ue. Italia riprenda suo ruolo: ecco come

11 aprile 2016, di Alberto Brachetti (Ricercatore)

Il sistema bancario italiano ha bisogno di essere “ristrutturato”, sia per i 350 miliardi di euro di crediti deteriorati, che per la presenza di banche troppo piccole. Ma i difetti delle banche italiane non finiscono qui, dal momento che è necessario citare anche altre problematiche, come gli esigui margini di operatività, gli alti costi di gestione e amministrazione e l’impossibilità oggettiva di quotarsi in Borsa per reperire capitali.

Tutti questi problemi sono venuti alla luce sia per la situazione in cui versa la banca senese MPS, che per le nuove direttive in tema di banche arrivate dall’Ue.

L’impossibilità dello Stato di incidere sul sistema mette in crisi non solo gli istituti bancari ma anche il sistema produttivo e commerciale dell’Italia.

Trovare una soluzione praticabile e applicabile velocemente è di importanza vitale.

Ritengo che le banche italiane debbano prendere atto della loro situazione economico-finanziaria e iniziare a progettare nuove strutture finanziarie.

Modifiche al sistema bancario: la proposta innovativa

La mia proposta è di costituire in ogni Regione una nuova Banca Regionale Spa (BRS), in cui gli azionisti potrebbero essere le piccole banche di credito cooperativo (BCC) e tutti gli istituti che fossero interessati a partecipare al progetto. Tali B.R.S. spa dovrebbero, appena possibile, iniziare la procedura per quotarsi in Borsa.

Le nuove BRS spa opererebbero sul territorio come qualsiasi altra banca. Le BCC potrebbero iniziare a disfarsi dei crediti deteriorati trasferendoli ad istituti specializzati; prima della cessione dei crediti deteriorati, le banche di credito cooperativo dovrebbero emettere obbligazioni, che verrebbero acquistate dalle BRS Spa per coprire le perdite.

Le BRS potrebbero intervenire anche per favorire la fusione o l’acquisizione di piccole banche.

Una struttura a piramide, che vedrebbe al vertice una nuova Banca Nazionale Finanziaria SpA (BNF), i cui azionisti sarebbero proprio le banche regionali.

La Banca Nazionale non opererebbe sul territorio, ma si occuperebbe piuttosto di acquistare BOT, CCT, Azioni e Obbligazioni, sia italiani che esteri, e collocarle sul mercato finanziario. Con gli asset acquistati, potrebbe creare “pacchetti finanziari” e fondi di investimento.

La nuova Banca Nazionale Finanziaria Spa dovrebbe essere quotata in Borsa.

Tutti gli istitutiche partecipano alle banche regionali dovrebbero rivedere la loro piramide dirigenziale riducendo al minimo indispensabile i CDA e firmando una precisa dichiarazione d’intenti per provvedere alla loro ristrutturazione.

Conclusioni

– creazione delle BRS (Banche Regionali Spa) che serviranno a svuotare i bilanci dai crediti deteriorati, a salvare le banche in crisi e, successivamente, a inglobare i piccoli Istituti; così facendo, di fatto il sistema bancario italiano risulterebbe più solido e forte.

– istituzione di una Banca Nazionale Finanziaria Spa che, operando e reperendo capitali sul mercato internazionale con strumenti finanziari idonei e avanzati, contribuirebbe a rendere stabile e forte il sistema.

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