Onu dura su accordo Ue-Libia: condizioni “disumane” per i migranti

14 novembre 2017, di Alberto Battaglia

Il responsabile Onu per i diritti umani, Zeid Ra’ad al-Hussein, ha dichiarato che le condizioni in cui sono detenuti i migranti nei centri di detenzione libici sono “disumane”, criticando la linea europea sull’immigrazione proveniente dall’Africa. Secondo al-Hussein 19.900 migranti, il doppio rispetto a quelli presenti a metà settembre nel Paese libico, debbono subire “orrori inimmaginabili”. E’ quanto risulta dal rapporto di alcuni osservatori delle Nazioni Unite, che si sono recati presso le strutture nelle quali vivono ammassati i migranti fra l’1 e il 6 novembre: “Gli osservatori sono rimasti sconvolti da ciò che hanno visto: migliaia di uomini, donne e bambini emaciati e traumatizzati, ammassati l’uno sull’altro, bloccati in capannoni”.

 
“Gli interventi crescenti dell’Ue e dei suoi stati membri non sono stati finora indirizzati a ridurre il numero di abusi subiti dai migranti. Il nostro sistema di sorveglianza mostra infatti un rapido deterioramento della loro situazione in Libia”, ha detto Zeid.
Fra le testimonianze raccolte da 4 centri di detenzione dei migranti è stato dato conto di numerosi pestaggi e stupri da parte di guardie e trafficanti. “Non possiamo essere testimoni silenziosi di questa schiavitù dei giorni nostri, degli stupri e di altre violenze sessuali, di uccisioni in nome della gestione della migrazione e della prevenzione dell’arrivo sulle coste europee di gente disperata e traumatizzata”, ha concluso Zeid.

 
Ufficialmente i migranti recuperati e condotti in queste strutture attendono in gran parte il rimpatrio da parte delle agenzie Onu. Le risorse per gestirli sono poche e, di fatto, la situazione si sta dimostrando insostenibile.

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