Obiettivo Italia 2018: contraffazione

31 dicembre 2017, di Francesco Melillo

Ripresa del PIL in Italia nel 2017 senza nessuna lotta reale alla contraffazione.

Il balzo si può avere ma occorre una marcia in più.
Ecco perchè è necessario un serio attacco alla contraffazione.

L’ultimo report di Coldiretti denuncia che la contraffazione dei prodotti alimentari italiani vale 60 miliardi di euro e 300.000 posti di lavoro persi nel settore. Troppo!

Il Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con il Censis lo scorso anno nel complesso aveva stimato dati inquietanti ma meno di quelli di Coldiretti: 17,7 miliardi di produzione in meno, 6,4 miliardi di valore aggiunto persi, per un impiego mancato di 100.000 lavoratori. Si aggiunga l’import di acquisti di materie prime, semilavorati e servizi per 5,6 miliardi di euro.  Tra imposte dirette e indirette, circa 5,3 miliardi in meno gli incassi per l’erario, quindi a danno del debito.

Perchè il fenomeno della contraffazione è così forte in italia piuttosto che altrove?

La crisi stessa stimola il risparmio quindi la ricerca del falso.

Inoltre, a livello comunitario, nessuna lotta in questo senso è stata messa in atto, solo negli ultimi mesi si stanno discutendo misure “protezionistiche” nei confronti della Cina, ma siamo ancora lontani dalla soluzione.

Una possibile misure di difesa potrebbe essere l’utilizzo di marchi e brevetti, ma è chiaro che è un’arma di difesa troppo debole, viste le misure e le strategie messe in atto dal mercato del falso.

Il mercato della contraffazione ha origini antiche, in Italia è più sentito che altrove per via delle peculiarità dei prodotti alimentari pregiati, nonchè per l’elevato ingegno che ha caratterizzato la rivoluzione industriale ed il boom degli anni ’60 del Bel Paese.

Pertanto, la prossima campagna elettorale dovrebbe contenere proclami alla lotta alla contraffazione, piuttosto che spot orientati a distribuire aumenti sui contratti (pubblici e privati) oppure redditi di inclusione o di cittadinanza che non danno nessun valore aggiunto allo sviluppo ed all’impresa.

Il PIL stimato al 1,7-1,8% nel 2017 con un contributo della lotta alla contraffazione potrebbe tranquillamente superare il 2% nel 2018 se venisse condotta una politica nazionale e comunitaria con inevitabili benefici anche sul debito, nonchè sull’inflazione che con prodotti di qualità risalirebbe anche lei.

Alla base delle politiche di Trump c’è il concetto di protezionismo che seppur non sia una sana lotta alla contraffazione, utilizza la necessità di combattere il mercato dei prodotti di bassa qualità di importazione.

Per approfondimenti visita il blog dell’autore BuyMarket – Finanza.

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