Obamacare, Repubblicani ci riprovano. Trump non può sbagliare

20 aprile 2017, di Daniele Chicca

Dopo il flop parlamentare del mese scorso il partito dei Repubblicani ha presentato una terza bozza per rivedere la legge di assistenza medica negli Stati Uniti. La speranza del partito dei conservatori al governo e che gode di una maggioranza al Congresso rimane quella di mettere in cantina la riforma del sistema sanitario di Obama, ma il rischio è di intestardirsi provocando un nuovo stallo politico alla Casa Bianca.

Proprio in un momento in cui i mercati finanziari, tra tante incertezze, hanno bisogno di un po’ di stabilità politica, lo speaker della Camera Paul Ryan, deputato Repubblicano del Wisconsin Republican, ha fatto sapere che i suoi colleghi politici stanno mettendo le ultime rifiniture al piano di riforma del controverso testo dell’Obamacare voluto dall’amministrazione precedente per garantire la copertura assicurativa al maggior numero di americani possibile.

Il piano rivisitato dell’American Health Care Act sta per vedere la luce, ma resta da vedere se incontrerà il favore della maggioranza dei Repubblicani. L’ala moderata e quella più conservatrice del movimento sembrano siano giunte a un compromesso. Secondo quanto riportato dai media americani gli Stati federali otterranno dal governo il permesso di modificare alcune protezioni garantite dal testo Affordable Care Act, meglio noto come Obamacare. Secondo l’Huffington Post, l’accordo prevede due prestazioni pubbliche – servizio di assistenza essenziale e premi di rischio stabiliti non in base al rischio ma a un sistema di community rating – un elemento voluto dai deputati più moderati del partito Repubblicano, ma dà agli Stati la possibilità di non aderire.

Per farlo gli Stati federali devono giustificare la scelta, dimostrando per esempio che non aderendo abbasseranno i costi per i contribuenti, e devono anche prendere l’impegno a entrare a far parte di un sistema federale che fornisca la copertura assicurativa – tramite aiuti governativi – a quei cittadini le cui condizioni pre-esistenti (come anzianità o trascorsi in malattia) non garantivano una copertura. Un’altra possibilità è quella di istituire un sistema di assistenza loro personale. Se diranno di no alle suddette protezioni federali, gli Stati dovranno provare di poter ridurre i costi, di essere in grado di aumentare il numero di persone coperte dall’assicurazione e di poter portare un altro tipo di beneficio all’interesse pubblico dello Stato.

Obamacare, Trump non può più sbagliare

Donald Trump ha fallito clamorosamente al suo primo importante test legislativo e non può più permettersi di sbagliare. Volendo imporre a tutti i costi una legge nei tempi promessi, ha giocato con il fuoco quando ha lanciato un ultimatum al suo partito. Alla fine non si è nemmeno votato perché i favorevoli alla riforma Repubblicana non sono riusciti a trovare i voti a sufficienza. Circa una trentina di deputati del partito di Trump hanno fatto sapere prima del voto che non l’avrebbero votata, ciascuno con i propri motivi diversi tra loro, chi per ragioni politiche chi per ragioni ideologiche.

Per alcuni senatori e deputati la riforma era troppo morbida, per altri invece era troppo dura con gli americani più poveri. Alcuni Repubblicani avevano anche paura di perdere popolarità votando una riforma che avrebbe, stando ai calcoli dell’Ufficio di Bilancio del Congresso americano, in meno di dieci anni di tempo, ossia da qui al 2026, tolto la copertura sanitaria a 24 milioni di persone. Un conto è non dare la copertura sanitaria pubblica ai cittadini, un altro è mettere il proprio nome su una misura che toglie l’assistenza sanitaria a potenziali elettori.

Il testo integrale della proposta di legge, ottenuto da Politico, dice che la possibilità di non aderire alle prestazioni pubbliche concessa agli Stati federali sarà garantita dal governo solo nel caso in cui lo Stato riesca a dimostrare di avere un’alternativa valida alla fornitura di un’assistenza sanitaria essenziale. Per cure essenziali si intendono la copertura delle procedure sanitarie di base, come il ricovero prenatale e le visite al pronto soccorso. Quando si parla di sistema di community rating si intende una scala dei costi dei premi condivisa dalla comunità, ossia che le compagnie di assicurazione devono chiedere il medesimo prezzo per la copertura sanitaria alle persone che vivono nella stessa area a prescindere dalla loro età, sesso, e altre condizioni pre-esistenti.

 

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