Nuovo scandalo auto: Kobe Steel falsificava dati alluminio

10 ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Dopo il caso degli airbag potenzialmente difettosi della Takata, scoppia un nuovo scandalo in Giappone, che colpisce il settore delle auto. Un caso che al momento si profila come un nuovo duro colpo alla reputazione del “Made in Japan”.

Protagonista questa volta è Kobe Steel, terzo gruppo siderurgico giapponese. Nel corso di una conferenza stampa nel fine settimana, Naobe Umehara, vice presidente di Kobe Steel, ha ammesso che i dati sull’alluminio e sui prodotti in rame sono stati falsificati “sistematicamente”, una pratica che potrebbe risalire già ad una decina di anni fa senza che gli attuali amministratori ne fossero a conoscenza.

L’inchiesta avviata da Kobe Steel rivela che allo stato attuale, i dati sono stati mascherati per circa 19.300 tonnellate di prodotti in alluminio, 2.200 tonnellate di prodotti in rame e 19.400 unità in alluminio fuso che sono stati spediti ai clienti tra il settembre 2016 e l’agosto 2017. Il gruppo non ha fornito nomi mentre la stampa ipotizza, tra i clienti, Toyota e Mitsubishi Heavy Industries.

Questa mattina intanto, alla riapertura della Borsa di Tokyo, il titolo Kobe Steel ha visto le azioni precipitare del 22%, il massimo consentito sulla Borsa di Tokyo. Il titolo è sceso di 300 yen a 1.068 yen, cedendo il 21,92% rispetto alla seduta di venerdì, ultima seduta prima delle rivelazioni di domenica e di un lunedì chiuso per vacanze.

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