Npl banche, Bce: misure governo insufficienti

21 marzo 2017, di Daniele Chicca

Le iniziative del governo italiano per abbattere la montagna di crediti deteriorati presenti in portafoglio sono risultate insufficienti finora. A dirlo è la Bce che con le sue ultime dichiarazioni e linee guida per affrontare il grosso problema dei cosiddetti npl (non-performing loans) mette pressioni su alcune banche italiane tuttora cariche di prestiti che con ogni probabilità non verranno rimborsati.

Nella lettera pubblicata ieri la Bce spiega come andrebbe affrontato il problema, promettendo di effettuare controlli più rigidi sulle banche che non seguiranno le guidelines e che non riusciranno a raggiungere gli obiettivi prefissati. Per abbattere il livello di npl ci si impiegherà diverso tempo, spiega la banca centrale, ma vanno implementate strategie “realistiche e ambiziose” per risolvere la questione, anche in ambito di risk management e governance.

Per esempio, le banche dovrebbero assicurare che i loro manager siano incentivati ad adottare strategie di riduzione degli npl iscritti a bilancio. La Bce fa sapere di non fissare obiettivi a livelli numerici sugli npl da ridurre. Però fa capire che attiverà un dialogo a due per giudicare passo dopo passo singolarmente con le banche i progressi fatti. Se i tempi e gli obiettivi dalle banche, che dovrebbero includere anche opzioni politiche, non verranno rispettati, alcuni istituti rischiano di finire sotto intense pressioni.

La Bce dice che applicherà il principio della proporzionalità e che adatterà il suo livello di intrusione a seconda della mole e severità degli npl nei portafogli delle banche. Le autorità di supervisione hanno già cominciato il loro lavoro e le banche hanno preso già degli impegni per ridurre i livelli esorbitanti di npl. L’impegno continua e anzi se possibile si intensificherà dopo la pubblicazione del documento con le linee guida. Delle lettere saranno inviate ai vertici delle banche che presentano una quantità di npl insostenibile. I messaggi conterranno riferimenti agli elementi qualitativi e avranno l’obiettivo di assicurare che le banche stiano gestendo al meglio la crisi degli npl, in linea con le aspettative delle autorità.

Banche Eurozona: 921 miliardi di npl

A settembre 2016, la quantità di Npl iscritti a bilancio nell’area euro ammontava a 921 miliardi di euro. Un alto livello di crediti inesigibile inibisce la capacità della banca di concedere prestiti all’economia e ruba tempo prezioso al management. Senza parlare dei rischi di effetto domino e crisi sistemica in stile mutui subprime. Pertanto, la Bce pretende un’azione determinata e deliberata sugli Npl. 

Qui sotto sono riportati i quattro messaggi principali inviati dalla Bce alle banche, e riportati in un’analisi sul tema da Mediobanca.

  1. La banca continuerà a monitorare il processo di ridimensionamento del fenomeno nel continente ma i livello di intrusione dipenderà dalla gravità della situazione. Le banche spagnole e quelle italiane come Mps, che sono piene di npl in portafoglio, saranno quelle maggiormente scrutinate. Anche Banca Carige e forse UBI Banca vengono citate tra i gruppi sotto i riflettori per i loro rapporti di coverage sotto la media.
  2. La Bce non darà degli obiettivi da raggiungere per ridurre gli npl a bilancio ma chiederà alle banche di delineare uina strategia che potrebbe comprendere una serie di opzione politiche e vendite dei portafogli meno performanti. Secondo gli analisti di Mediobanca, tuttavia, le parole usate dalla Bce indicano che le attività di controllo saranno rigide (dialogo quotidiano con gli interessati) e pertanto è difficile immaginarsi come non vengano offerti degli obietti quantitativi e delle misure del successo dei piani messi in atto per contrastare il fenomeno dei crediti inesigibili.
  3. La Bce riconosce che ci vorrà molto tempo per ridurre gli alti livelli di npl, ma al contempo sottolinea come un’azione determinata è indispensabile. In altre parole, secondo Mediobanca, qualsiasi deviazione dalle linee guida o dai target già concordati dovrà essere giustificata dai management delle banche.
  4. Infine la Bce ha lanciato un appello ai governi perché facciano di più. Qui l’attacco è rivolto principalmente alle autorità italiane che con le misure attuate fin qui non hanno fatto abbastanza per migliorare la situazione. Le ultime misure legislative come quella sull’accelerazione dei pignoramenti non hanno avuto un impatto sulla quota di Npl finora (il livello tocca i €200 miliardi lordi negli ultimi trimestri).

Queste indicazioni rendono ancora più probabile come le banche che hanno già concordato una tabella di marcia per ridurre l’esposizione agli npl non dovrebbero essere soggette a ulteriori pressioni se non emergeranno novità eclatanti. Al contrario chi non rispetterà i target della Bce potrebbe finire in difficoltà. “Secondo noi un ritardo o una deviazione dalle linee guida sarà seguita probabilmente da iniziative di controllo più incisive“, come dimostrano i casi di Mps, Banca Carige e Pop Vicenza.

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