Non solo Trump, anche mercati pensano che Fed sia in errore

9 novembre 2018, di Mariangela Tessa

Non solo Donald Trump, ora la Fed ha contro anche gli investitori del mercato del reddito fisso. Che iniziano a criticare le decisione della Fed di ridurre troppo in fretta il piano di acquisto dei bond.

Dall’ottobre dello scorso anno, la banca centrale ha progressivamente ridotto le sue posizioni in titoli del Tesoro e obbligazioni garantite da mutui ipotecari.

I critici più accaniti sostengono che se la Fed continua a ridurre gli acquisti a un ritmo così elevato ($ 50 miliardi al mese ndr), il rischio che si profila è quello di prosciugare troppi soldi dal sistema bancario, facendo aumentare la volatilità sui mercati finanziari e minando la sua capacità di controllare la sua politica di determinazione dei tassi.

Tutto ciò potrebbe alla fine avere effetti negativi nel più ampio mercato dei prestiti, facendo aumentare i costi di finanziamento – anche se marginalmente – in un’economia che alcuni prevedono un rallentamento l’anno prossimo.

In estrema sintesi l’argomentazione è la seguente: l’acquisto di obbligazioni della Fed, o l’allentamento quantitativo, ha pompato migliaia di miliardi di dollari nel sistema bancario per sostenere l’economia dopo la crisi finanziaria. Ora, con l’economia che viaggia su una una base solida, quel denaro viene meno man mano che la Fed inverte quella politica. Ma i pericoli sono dietro l’angolo.

“La Fed sta negando i rischi della sua politica”, ha detto Priya Misra, strategist di TD Securities.Se continua a lasciare che il deflusso del bilancio continui, allora le riserve inizieranno a scarseggiare”

L’istituto di Washington non ha esplicitamente detto quando smetterà di ridurre il suo bilancio. Ma secondo Misra, la parola di fine potrebbe arrivare  entro dicembre 2019, se non addirittura prima.

Se la Fed manterrà il suo ritmo attuale fino alla fine del prossimo anno, il suo patrimonio scenderà a circa $ 3.7 trilioni da $ 4.1 trilioni di oggi, un valore comunque superiore ai 900 miliardi di dollari detenuti prima della crisi.

Quindi – fanno notare gli esperti – è curioso pensare che agli attuali livelli di bilancio, il sistema bancario degli Stati Uniti potrebbe trovarsi ad affrontare un problema di liquidità.

 

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