Italia: non solo cervelli, anche pensionati in fuga

17 ottobre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Non sono solo i giovani a caccia di lavoro che fanno le valigie per andare a vivere all’estero. Secondo un rapporto Inps, sono sempre più numerosi i pensionati italiani che decidono di lasciare l’Italia per andare a vivere in paesi dove il costo della vita è meno caro e dove il peso fiscale incide meno sulle pensioni.

Risultato finale: solo nel 2014 i pensionati espatriati sono stati 5.345, il 65% in più dell’anno precedente. Dal 2010 il numero è più che raddoppiato (+109%). Oltre 36.500 pensionati “in fuga” dal 2003 al 2014.

Il fenomeno non ha certo riflessi economici positivi per il paese. L’Inps eroga all’estero circa 400mila trattamenti pensionistici all’anno per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro in più di centocinquanta paesi.

Questo “rappresenta una perdita economica per l’Italia, in quanto l’importo erogato non rientra sotto forma di consumi o di investimenti e genera un minor volume di imposte”, spiega l’Inps. Senza considerare poi che nei paesi che hanno stipulato una convenzione in materia fiscale con l’Italia le pensioni vengono erogate al lordo e le ritenute vengono applicate solo nel paese dove i pensionati risiedono, per impedire che venga imposta loro una “doppia tassazione“.

Il presidente dell’istituto nazionale di previdenza Tito Boeri propone a questo proposito lo stop delle prestazioni non contributive all’estero. “Paghiamo integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove”.

Ma dove vanno i nonni in fuga dall’Italia? Sempre secondo i dati Inps, il 71% dei pensionati emigrati negli ultimi cinque anni si è trasferito in altri paesi europei, il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale.

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