Nome Macedonia, crisi di governo in Grecia: banche cedono quasi il 4%

14 gennaio 2019, di Daniele Chicca

Dopo che è stato raggiunto finalmente un compromesso sul nome da dare alla Repubblica di Macedonia, che apre la strada all’annessione del paese all’Unione Europea e alla NATO, in Grecia si è aperta una crisi politica. Le proteste sul nome scelto per lo stato indipendente dal parlamento macedone (Repubblica di Macedonia Settentrionale) hanno spinto il ministro della Difesa e altri capi di dicastero della coalizione di governo guidata da Alexsis Tsipras a dare le dimissioni.

All’origine del suo gesto Panos Kammenos, che guida il partito di minoranza della coalizione, forza nazionalista di destra, ha citato l’accordo stretto dal governo sulla denominazione della nazione situata in un’area un tempo sotto il dominio dell’antica Grecia, che ha messo finalmente fine a una disputa lunga decenni. Ma proprio quando la risoluzione dell’annosa vicenda sembrava ormai vicina, è arrivato il colpo di scena che apre una crisi politica in Grecia.

Il premier Tsipras ha chiesto oggi che si tenga un voto di fiducia sul suo governo e si inizia anche a parlare della possibilità di andare a elezioni anticipate. Senza l’appoggio del partito di destra radicale, infatti, la fazione di sinistra Syriza non ha i numeri per governare.

La decisione del partito dei Greci Indipendenti (Anexartitoi Ellines) mette fine a un’alleanza stramba che aveva scioccato tanti, ma che aveva permesso nel 2015 ai due gruppi politici anti establishment di salire al potere e governare in maniera relativamente fluida, senza troppi intoppi, per tre anni.

“La questione della Macedonia, una cosa seria per la quale migliaia di persone hanno perso la vita, non mi lascia altra scelta se non quella di sacrificare la poltrona di ministro”, ha annunciato Kammenos al termine di un faccia a faccia con Tsipras. Anche i sei ministri del suo partito lasceranno il governo.

Tsipras, che è stato lodato nella scena internazionale per le sue decisioni che sembravano aver messo fine a una delle dispute diplomatiche più antiche in Europa, ha risposto dicendo che chiederà immediatamente un voto di fiducia a partire con due giorni di dibattiti che prenderanno il via martedì 15 gennaio.

Nei giorni scorsi il Parlamento della Macedonia ha approvato in via definitiva la modifica della Costituzione del paese per cambiare il nome in “Repubblica della Macedonia settentrionale”. Tuttavia, perché diventi effettiva, la riforma così proposta deve essere approvata anche dal Parlamento greco.

La notizia delle dimissioni dei membri del partito euroscettico Anexartitoi Ellines ha messo in ginocchio la Borsa di Atene e in particolar modo il settore bancario, che accusa un calo di quasi il 4% stamattina (-3,8%).

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