No a manovra? Iva anticipata: piano nascosto governo per accontentare Ue

1 febbraio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Oggi è il gran giorno in cui l’Italia dovrà dare risposte concrete all’Europa che in una missiva ha chiesto al governo di Roma di aggiustare i conti e recuperare lo 0,2% di extra deficit del precedente esecutivo e attuare una manovra bis. Il presidente del consiglio Europeo Donald Tusk si incontrerà oggi con il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.

L’aggiustamento dei conti del 2017 non sarà una manovra bis ma verrà inserito nel quadro dell’ordinaria programmazione di bilancio. Cosa significa? Che tra gli intenti del governo italiano non c’è una manovra espressa né nuove tasse, quindi viene per ora accantonata l’ipotesi di un aumento dell’Iva che potrebbe rientrare come garanzia,  ma si punterà a rafforzare le misure di contrasto all’erosione e all’evasione fiscale, con la riapertura della voluntary disclosure cioè l’autodenuncia dei redditi nascosti al fisco, con il pagamento delle tasse su tutti i periodi d’imposta accertabili e sanzioni ridotte a cui si affiancherà la lotta all’evasione dell’Iva anche con un allargamento della reverse charge, ossia il pagamento anticipato dell’imposta sul valore aggiunto a carico dell’acquirente, che andrà a colpire anche la grande distribuzione.’

Manovre di palazzo che faranno incassare allo Stato oltre 700 milioni, non scontentando né la maggioranza di governo né l’Unione europea.

Manovra? Il governo punta alla reverse charge nella GDO

La misura più contestata è quella del ritorno allargato alla reverse charge, già prevista in settori dove è alto il sospetto dell’evasione Iva, dagli appalti al settore edile al commercio all’ingrosso di prodotti hi- tech.

Il reverse charge IVA anche detto meccanismo di inversione contabile  prevede l’applicazione dell’Iva con l’obbligo dell’imposizione fiscale che passa dal venditore all’acquirente, concretizzandosi con l’emissione dell’autofattura, in modo tale che sia il destinatario a corrispondere l’IVA all’Erario anziché il fornitore.

Nel 2015 il governo pensò di estendere la reverse charge anche alla Gdo, la grande distruzione organizzata. Ma la commissione ne bocciò l’iniziativa visto che a si ipotizza un recupero dell’evasione in un settore dove è praticamente assente.

E ora il governo Gentiloni pensa nuovamente a riproporla. Con Il Giornale che attacca:

“Dalle parti del governo il problema si pone in questi termini: come spremere l’Iva senza che nessuno se ne accorga e trovare una parte dei soldi necessari per la manovra da 3,4 miliardi che ci chiede l’Europa? Nelle stanze dei tecnici dell’esecutivo continuano le simulazioni della manovra che, come tradizione dei governi di transizione, si concentra sulle tasse. L’idea forte emersa è un ritorno allargato della reverse charge. Cioè il pagamento anticipato dell’imposta quando la transazione è tra due partite Iva (non vale per il consumatore)”.

Il quotidiano tuttavia avverte:

“Peccato che adottare il pagamento anticipato dell’Iva a carico del compratore significa sottrarre la stessa cifra alla liquidità dei supermercati e altri grandi esercizi commerciali. Peccato anche che il reverse charge sia una misura tesa al recupero dell’evasione in un settore, dove è praticamente assente. Per questo motivo la Commissione bocciò la sua applicazione alla Gdo. Ma ora la ricetta torna di attualità, nella speranza che l’Ue la faccia passare”.

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