Turchia, Nato minaccia “conseguenze” per acquisto antiaerea russa

30 ottobre 2017, di Alberto Battaglia

La scelta della Turchia, che lo scorso luglio ha annunciato che avrebbe scelto dispositivi di difesa aerea prodotti dalla Russa (S-400) rispetto alle controparti prodotte dagli Stati Uniti, ha suscitato pochi giorni fa alcuni commenti molto critici da parte della Nato.

Nel dettaglio, il generale dell’alleanza atlantica Petr Pavel ha dichiarato, in un incontro con la stampa specialistica del Defence writers group, che “il principio di sovranità esiste ovviamente nell’acquisizione di equipaggiamenti per la difesa, ma allo stesso modo le nazioni che sono sovrane nel prendere le proprie decisioni, sono sovrane anche nel fronteggiarne le conseguenze”. La Turchia è membro della Nato, ma, dopo una fase di acuta tensione con Mosca, ha avvicinato le sue posizioni alla Russia nello scacchiere mediorientale.
Il contratto, che deve essere ancora completato, avrebbe un valore di 2,5 miliardi dollari. Ma la Nato sta in qualche modo cercando di dissuadere la finalizzazione dell’accordo. Pavel ha confermato, comunque, l’importanza della Turchia come alleato minimizzando il deficit democratico del Paese: “Mostratemi una nazione che su questo punto sia perfetta”, ha ribattuto Pavel ai reporter.

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