‘Ndragheta in Lombardia: in manette sindaco di Seregno, “zerbino” delle cosche

26 settembre 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Che il cuore degli affari della ‘ndragheta sia la Lombardia è cosa nota e ora la conferma arriva con l’arresto del sindaco di Seregno Edoardo Mazza insieme ad un dipendente della Procura di Monza e all’ex vicepresidente della Regione Mario Mantovani.

L’inchiesta detta Infinito è durata 7 anni e mette in luce le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel mondo dell’imprenditoria e della politica in Lombardia. Gli arrestati sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.

In particolare il primo cittadino di Seregno avrebbe contatti molto fitti con il costruttore Antonino Lugarà (in carcere), considerato uomo vicino ad esponenti della ‘ndrangheta che, come rivelano le intercettazioni, trattava il sindaco come uno zerbino. “Ogni promessa è debito” dice al telefono il sindaco a Lugarà riferendosi alla concessione di un’area del Comune brianzolo, la cosiddetta area ex Dell’Orto, sulla quale realizzare la costruzione di un supermercato, come ricompensa per il sostegno e consenso elettorale procurato al sindaco di centrodestra durante la campagna elettorale del 2015.

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