Eurozona, S&P: “così com’è unione bancaria non sostenibile a lungo termine”

7 novembre 2017, di Daniele Chicca

L’Unione Bancaria dell’Eurozona è considerata ampiamente un progetto di poco successo e, di conseguenza, incompleto. L’attuale stato di avanzamento – la cosiddetta Unione Bancaria 1.0 – è sostenibile nel medio termine, ma meno nel lungo periodo, secondo Standard & Poor’s, che cita il fatto che “la possibilità di non riuscire a completare il progetto potrebbe minarne l’esistenza stessa“.

“Il giusto premio per uno sforzo maggiore è quello di ridurre i legami interni tra la forza creditizia delle banche e i rispettivi sovrani”, scrive in un report l’agenzia di rating americana, aggiungendo che “un mercato unico all’interno dell’Eurozona potrebbe apportare maggior competitività e diversità alle banche attive a livello internazionale. Prima di tutto questo, tuttavia, “i politici devono gestire le tensioni home-host tuttora irrisolte”.

Nonostante i progressi, insomma, l’Unione Bancaria 2.0 difficilmente arriverà in tempi rapidi. Se così fosse, invece, S&P dice che “potrebbero esserci delle implicazioni positive in termini di rating“.

S&P: unione bancaria incompleta e insostenibile per ora

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