Elezioni Francia, Borse europee non sono preparate al peggio

21 aprile 2017, di Daniele Chicca

Nonostante il grande equilibrio della contesa, le Borse europee non scontano i rischi politici di un’eventuale sorpresa negativi nelle elezioni presidenziali francesi. Con un rapporto di 14,9 superiore alle stime sugli utili, i prezzi di Borsa scambiano il 2% sopra il fair-value implicito nei modelli P/E di Deutsche Bank (14,6) e circa il 3% sopra il livello del modello fair-value a breve termine calcolato per l’indice paneuropeo EuroStoxx 600 (378 punti contro i 365 “ideali” secondo gli analisti).

Questo andamento ci dice che le Borse europee non sono preparate a un esito indesiderato nel voto di domenica e si aspettano che almeno uno tra Emmanuel Macron e Francois Fillon – i candidati prediletti dai mercati finanziari – arrivi al secondo turno. L’azionario preferisce concentrarsi sui fondamentali economici in miglioramento piuttosto che sui rischi politici di sfaldamento dell’Europa unita. Prima del referendum del 23 giugno 2016 sulla Brexit, le Borse avevano perso l’8% e il 4% prima del voto in Usa dell’8 novembre. Stavolta l’andamento è differente, con l’azionario non lontano dai massimi del 2017.

Alla luce della performance delle Borse negli ultimi tempi, gli analisti di Deutsche Bank Sebastian Raedler, Wolf von Rotberg, Tom Pearce e Andreas Bruckner, dicono che se Macron o Fillon si qualificheranno per il secondo turno, il potenziale al rialzo per l’azionario europeo è in ogni caso minimo.

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