Nel 2018 evento geopolitico disastroso come crisi del 2008

3 gennaio 2018, di Livia Liberatore

Un evento geopolitico disastroso, al pari della crisi finanziaria del 2008: è quello che ci aspetta per il 2018 secondo l’esperto di politica estera Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group. La presidenza di Donald Trump, con la sua strategia di ridimensionamento e unilateralismo, ha lasciato il mondo senza una leadership chiara e ha provocato un clima di incertezza geopolitica.

Le democrazie liberali soffrono di un deficit di legittimità come mai si era visto prima a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e i leader sono percepiti come lontani dalla società civile. Tutto ciò non fa ben sperare. “Nei 20 anni dall’avvio dell’Eurasia Group, il mondo ha avuto i suoi alti e bassi, ma se dovessimo indicare un anno per una grande crisi inaspettata, l’equivalente geopolitico della crisi finanziaria del 2008, crediamo che sia il 2018″ ha detto il presidente di Eurasia Group Ian Bremmer.

Secondo il report annuale di Eurasia Group sui principali rischi geopolitici, i pericoli maggiori arrivano da una Cina che riempie il vuoto di potere lasciato dagli Stati Uniti e dall’inizio di una guerra fredda tecnologica. Senza una leadership Usa, la Cina potrebbe avere dover affrontare una resistenza minore sugli standard internazionali in tema di commercio e investimenti.

Una guerra fredda tecnologica potrebbe scoppiare fra Cina e Stati Uniti sul dominio di settori come l’intelligenza artificiale e sul rifornimento ad altri Paesi di infrastrutture civili e beni. Altri pericoli provengono dagli attacchi hacker e dal terrorismo e dalla possibilità che un qualsiasi errore di calcolo porti al conflitto mentre la Corea del Nord testa i missili balistici in una regione con molti alleati degli Stati Uniti.

Proprio attorno alla Corea del Nord si stanno accumulando le tensioni internazionali. Un giornale nordcoreano riferisce la notizia di un grande afflusso di militari e carri armati cinesi al confine con la Corea del Nord. L’articolo riporta voci secondo cui le truppe avrebbero detto alla popolazione locale di starsi preparando alla guerra nella penisola coreana.

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