NASDAQ, AUMENTANO LE VENDITE ALLO SCOPERTO

26 novembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Mentre l’indice Nasdaq Composite continua a salire imperterrito e a battere nuovi record, il numero di posizioni ”short”, cioe’ le vendite allo scoperto, sullo stesso mercato, e’ in crescita. Lo ha comunicato la National Association of Securities Dealers, che opera il mercato Nasdaq.

Le vendite ”short” (cessione di titoli che non si possiedono e che si chiedono in prestito, con l’intento di ricomprarli in un momento successivo a prezzi piu’ bassi, il che equivale a una scommessa sul calo dei prezzi in borsa) calcolate su tutte le 4.728 azioni quotate al Nasdaq, hanno raggiunto un totale di 2,3 miliardi di titoli nel mese terminato al 15 novembre; il mese precedente i riferimenti erano 4.725 azioni e 2,28 miliardi di titoli. Si tratta di un aumento dell’1,4%.

Una crescita delle vendite allo scoperto e’ secondo gli analisti un indicatore sullo scetticismo degli investitori sul futuro andamento del mercato azionario. Del resto nel mese analizzato il Nasdaq Composite e’ salito del 15%. Mercoledi’ l’indice dei titoli tecnologici ha battuto il 44esimo record al rialzo dell’anno, chiudendo in crescita del 2,3% a quota 3.420.

Nelle vendite ”short” l’investitore prende in prestito azioni da una banca o finanziaria a un certo tasso d’interesse (margine), e le vende sul mercato sperando di ricomprarle in un momento successivo (un’ora, un giorno, una settimana o un mese non importa) a un prezzo inferiore dopo che le stesse azioni sono calate, incassando quindi un profitto. Se per caso i titoli non scendono ma invece vanno in direzione opposta, cioe’ salgono, allora il venditore allo scoperto fara’ fronte a una perdita. Le vendite allo scoperto sono quelle in cui i titoli sono stati presi in prestito e venduti ma non ancora ricomprati per ”ricoprirsi” (buy to cover).

I tecnici sanno che se e’ vero che un aumento delle posizioni ”short’ e’ un indicatore ribassista, puo’ anche essere il riflesso di complicate strategie di investimento che comprendono l’utilizzo di strumenti come options, futures e molti altri derivativi tipici del mercati azionario.

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