MPS torna a Piazza Affari. Broker: “Altissima volatilità e perdite per lo Stato”

25 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Dopo dieci mesi di sospensione, oggi mercoledì 25 ottobre 2017 fa il suo ritorno a Piazza Affari il titolo MPS. Il prezzo delle azioni della banca senese è un rebus per analisti e trader ma tutti concordano nel prevedere altissima volatilità nei primi giorni di contrattazione. Il titolo ha avviato gli scambi sopra i 4,30 euro prima di puntare dritto e superare i 5 euro. Il valore (in asta di volatilità a 4,9 euro dopo aver toccato i massimi intraday di 5,24 euro) è superiore a quelle che erano le aspettative teoriche pre negoziazioni, che prendevano come riferimento i 4,28 euro dell’asta sui Credit default swap di settembre. 

Come scrive Il Sole 24 Ore, le stime sul prezzo dell’azione oscillano all’interno della forchetta compresa tra 4 e 4,5 euro e la stessa banca ha parlato di un valore di 4,28 euro: in ogni caso si tratta di prezzi decisamente bassi in confronto agli 8,65 euro per azione a cui sono state convertite le obbligazioni subordinate e ai 6,49 euro per azione pagati dallo Stato. Come spiega l’analista di una casa di investimento al quotidiano di Confindustria:

“A questi prezzi Mps tratterebbe a circa 0,45 volte gli asset tangibili e quindi si allineerebbe a istituti come Bper e Banco Bpm. Quella del Monte però è una storia tutta da scrivere e, visto l’ammontare di inadempienze probabili in portafoglio, con una asset quality inferiore alle altre”.

Il dato che emerge da questi numeri è che  per l’istituto senese si prospetta una capitalizzazione inferiore ai 5 miliardi e una perdita potenziale del 50% per gli azionisti privati e per lo Stato la perdita teorica sarebbe di due miliardi di euro circa. Borsa Italiana non diffonde un prezzo ufficiale e un riferimento iniziale, ma ci sarà un benchmark riservato per calcolare eventuali scostamenti e sospensioni.

L’elevatissima volatilità prevista dai broker dipende anche da una serie di fattori negativi evidenziali da Assiteca Sim.

“Il potenziale impatto delle cause promosse da azionisti ed ex obbligazionisti, a fronte del quale è stato già effettuato un accantonamento in bilancio di circa un miliardo di euro, e il rischio di nuove strumentalizzazioni mediatiche in prossimità dell’imminente campagna elettorale che precederà le elezioni politiche italiane, attese entro la prossima primavera”.

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