MPS: obbligazionisti salvati, ma con le azioni della banca

23 dicembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Varato a notte fonda il decreto salva banche del nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni, una sorta di “stampella pubblica” a sostegno degli istituti di credito in difficoltà, primo fra tutti il Monte dei Paschi di Siena.

Nonostante infatti la conversione volontaria di 2,6 miliardi di bond subordinati, la banca più antica del mondo non è stata in grado di raccogliere l’ammontare necessario per raggiungere i 5 miliardi per attuare l’aumento di capitale. Per ricapitalizzare la terza banca d’Italia è intervenuto così il governo con il decreto in oggetto, che fa venire meno anche lo smaltimento di sofferenze lorde per oltre 27 miliardi chiesto dalla Bce con una lettera inviata a luglio.

Il presidente del Consiglio Gentiloni, con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha spiegato a grandi linee il contenuto del decreto che tutela i risparmiatori e il futuro della banca senese. Si tratta in sostanza di un provvedimento salva risparmio che prevede un meccanismo di tutela degli obbligazionisti subordinati di MPS al 100 per centro assegnando loro prima le azioni e in seguito le obbligazioni ordinarie.

In pratica i circa 40 mila piccoli risparmiatori detentori dei bond subordinati saranno compensati con l’ottenimento di obbligazioni non subordinate in cambio delle azioni ottenute con la conversione forzata.

“Ci siamo mossi a seguito della presa d’atto del MPS della conclusione dell’operazione di mercato e abbiamo concordato con le autorità europee le modalità di questo intervento (….) il decreto si basa sull’autorizzazione ricevuta dal Parlamento con ampia maggioranza a costituire un fondo di 20 miliardi per intervenire a tutela del risparmio e mira a consolidare il nostro sistema bancario e finanziario”.

Queste le parole di Gentiloni in conferenza stampa. Il decreto salva banche del Governo prevede che l’intervento sia distinto in varie fasi: conversione obbligatoria dei subordinati istituzionali in azioni (i Tier1 verranno convertiti al 75 del nominale con haircut del 25% mentre i Tier2 a 100, una valutazione applicata specificamente alla banca mentre in futuri casi di ricapitalizzazione precauzionale verranno stabiliti dalla Banca d’Italia); salvaguardia per i due miliardi di euro di subordinati retail: verranno concambiati i titoli con obbligazioni senior di nuova emissione acquistati dal Tesoro;  creazione di un fondo da 20 miliardi per ricapitalizzazioni precauzionali; ricapitalizzazione pubblica nel caso di deficit patrimoniale derivante da uno scenario avverso degli stress test.

Ricapitalizzazione pubblica da 4 miliardi, governo al 62%

Secondo gli analisti di Equita SIM, l’utilizzo delle risorse messe in campo dal governo non potrà essere utilizzato across the board come era stato ipotizzato. Per effetto del piano di ricapitalizzazione complessivo di 6,6 miliardi, il Tesoro dovrebbe salire a una quota del 62% del capitale di Mps.

“In base ai nostri calcoli, ipotizzando che venga riproposto il piano di ristrutturazione di BMPS (i.e. spin-off di 27 miliardi di NPLs svalutati a 67 centesimi e UTP a 40 centesimi) senza coinvolgimento di Atlante nel finanziamento mezzanino della bad bank (1.6bn), l’entità della ricapitalizzazione salirebbe a 6,6 miliardi. Di questi, 2,5 miliardi verrebbero garantiti dalla conversione di subordinati istituzionali, mentre la ricapitalizzazione pubblica ammonterebbe a 4 miliardi. Ipotizzando un prezzo di conversione dei sub in equity pari a quello di sottoscrizione dell’aumento da parte del Governo, gli investitori istituzionali controllerebbero il 38% della nuova Mps e il governo il 62%”.

Il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan in conferenza stampa ha puntualizzato che il meccanismo attivato dal governo è utile a Mps, ma è pensato anche per altre banche in crisi, come Banca Carige e le due società non quotate Pop Vicenza e Veneto Banca

“Vedremo se ci saranno altri istituti che lo richiederanno. Ci aspettiamo che Mps chieda l’attivazione che metterà in sicurezza il bisogno di capitale e consentirà alla banca di continuare nel suo piano industriale che dovrà essere approvato da autorità europee: sarà la terza banca italiana che torna in forza a operare per il sostegno all’economia italiana”.

Il varo del decreto è arrivato mentre il cda della banca senese era ancora in riunione a Milano per certificare il fallimento dell’aumento di capitale privato e ha così potuto immediatamente attivare la procedura per chiedere il salvataggio pubblico. Intanto la Consob ha deciso di sospendere per oggi le contrattazioni dei titoli Mps, “una decisione assolutamente normale”, come ha sottolineato lo stesso ministro Padoan.

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