Mps: morte David Rossi, M5S chiede intervento di Orlando

3 marzo 2017, di Mariangela Tessa

Riflettori accesi sul processo sulla morte del  manager di Mps David Rossi. Secondo quanto riferisce il Fatto Quotidiano, nei prossimi giorni, è possibile che

il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, oltre che delle primarie dovrà occuparsi di quanto sta accadendo nel tribunale di Siena. La sua attenzione è stata invocata in vari modi da Possibile, dal Movimento 5 Stelle e, nei prossimi giorni – stando a quanto annunciato – da alcuni deputati toscani del Partito Democratico”.

Alla base del ricorso:

“una preoccupazione legittima: a oggi non è stato individuato nessun responsabile del tragico suicidio assistito della banca né di quello del manager di Mps David Rossi, eppure nelle aule di giustizia senesi si sta celebrando un processo bizzarro: a carico della vedova del manager, Antonella Tognazzi, e del giornalista del Fatto Quotidiano, Davide Vecchi”.

Secondo il quotidiano,

“i parlamentari di Possibile, guidati da Giuseppe Civati, dopo aver seguito l’ultima udienza hanno ritenuto di denunciare la possibile “violazione della libertà di stampa” in quell’aula di tribunale, e presentato un’interrogazione a Orlando per chiedere di “riferire con urgenza al Parlamento sulle modalità discutibili e persecutorie di questo processo”.

Allo stesso tempo,

“Il Movimento 5 Stelle, su volontà di Giulia Sarti – che già una settimana fa ha invocato l’invio da parte del ministero di ispettori alla procura di Siena – nei prossimi giorni presenterà un’ulteriore interrogazione”.

Ricordiamo che lo scorso 16 febbraio, i pm hanno chiesto per la seconda volta l’archiviazione dell’inchiesta. Per la procura di Siena, la morte di David Rossi, l’ex capo dell’area comunicazione di Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013 fu un “suicidio”.
Così l’interrogazione di Possibile:
“Parliamo di un processo penale avviato d’ufficio dalla procura senza alcuna querela di parte né parti civili: è un processo che non può svolgersi a porte chiuse e senza che i giornalisti possano raccontare quanto viene discusso. Si tratterebbe di un precedente gravissimo e di un attacco deliberato alla libertà di stampa. Nessuna querela di parte, né parte civile: è un processo d’ufficio di due specifici pm per ritorsioni nei confronti della stampa (Il Fatto Quotidiano) che ha rivelato a partire dal 2013 tutte le vicende legate a Mps, sottolineando che a oggi non è stato individuato alcun responsabile, né per la tragica scomparsa della banca né per quella del suo manager David Rossi. Gli unici a processi sono la vedova di Rossi e un giornalista. Quanto è accaduto a Siena lede quindi il diritto dei cittadini ad essere informati: la questione era stata recentemente regolata nel senso del pieno riconoscimento del segreto professionale ai pubblicisti da una sentenza della Corte d’Appello di Caltanissetta, di cui proprio in questi giorni è stata resa nota la motivazione. In virtù della rilevanza del processo e dei temi che vengono trattati, crediamo sia necessario che il Ministro risponda quanto prima sulle modalità discutibili e persecutorie di questo processo”.

 

 

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