Mondo: Euronext, fusione con il Nyse

20 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’assemblea degli azionisti di Euronext approva ieri la fusione con la Borsa di Wall Street, il New York Stock Exchange, ovvero il Nyse. L’approvazione alla fusione viene data a larghissima maggioranza, con il sì del 98,2 per cento dei votanti. L’operazione è destinata a dar vita a un colosso borsistico del valore di mercato di 14,4 miliardi di dollari (10,9 miliardi di euro) in base ai termini dell’offerta presentata dal Nyse e alla quotazione di Borsa di due giorni fa. Il 2 dicembre scorso le autorità di vigilanza competenti già si esprimono a favore della fusione. L’integrazione, secondo quanto comunicato ieri da Euronext, dovrebbe essere operativa nel giro dei prossimi tre-quattro mesi.
Jean-François Theodore, amministratore delegato di Euronext, afferma che in seguito alla fusione con il Nyse l’entità combinata sarà pronta a prendere parte a un ulteriore consolidamento del settore in Europa o a livello globale. Theodore, riporta l’agenzia Dow Jones, interviene nel corso dell’assemblea straordinaria di Euronext svoltasi ad Amsterdam. Secondo Theodore, la fusione con il Nyse dovrebbe essere completata nei prossimi tre o quattro mesi. Nel corso del suo intervento Theodore ribadisce che “se Borsa Italiana si vuole unire, le porte sono ancora aperte”. Un rappresentante dell’asset manager olandese Robeco dichiara che sostiene l’accordo, nonostante qualche perplessità sull’operazione. La società, che ha sede a Rotterdam, è consulente dei maggiori fondi pensione in Olanda, che nel complesso possiedono circa il 3 per cento delle azioni di Euronext.
Il via libera viene dopo che Euronext rigetta un’offerta concorrente presentata dalla Borsa tedesca, che rappresenta il maggiore mercato borsistico europeo. La fusione fra le due piazze borsistiche creerà un nuovo gigante capace di oscurare la stessa Deutsche Boerse e il Lse (London Stock Exchange), cioè la Borsa britannica. A sua volta quest’ultima è oggetto di un’offerta ostile presentata dal Nasdaq; proprio ieri la Borsa inglese respinge ancora una volta le proposte del mercato tecnologico statunitense, che si basano su un corrispettivo di 2,7 miliardi di sterline.
Il London Stock Exchange preannuncia nel frattempo un forte rialzo degli utili nel terzo trimestre fiscale e l’aumento dei dividendi del 50 per cento. La società di gestione della maggiore Borsa europea dichiara che gli utili per azione, alla fine del trimestre al 31 dicembre, non sarà inferiore ai 14,5 pence, pari a un incremento del 48 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Se ciò venisse confermato, gli utili per azione della società nei primi nove mesi dell’anno fiscale ammonterebbero a 38,6 pence in rialzo del 51 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e a 50,4 pence (più 58 per cento) alla fine dell’anno solare 2006. La compagnia infine anticipa un dividendo di almeno 12 pence per azione, il che porterà il payout totale alla fine dell’anno fiscale al 31 marzo 2007 a 18 pence per azione, pari a un rialzo del 50 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Il consiglio di amministrazione della compagnia respinge all’unanimità l’offerta completamente inadeguata del Nasdaq, in quanto sottovaluta sostanzialmente il gruppo e non riflette la posizione strategica, i forti utili e il fase positiva del ciclo”, si legge nel comunicato.

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