Mobius: “siamo entusiasti delle condizioni di mercato attuali”

24 settembre 2018, di Daniele Chicca

Il guru dei mercati emergenti Mark Mobius va controcorrente rispetto all’opinione generale circa una fine del ciclo rialzista sui mercati finanziari e una crisi profonda dell’area dei mercati in Via di Sviluppo.

Il manager, che ha da poco annunciato la nascita di Mobius Capital Partners, ritiene che per dove si trovano ora i mercati valutari e azionari c’è da essere entusiasti per le prospettive di crescita.

L’82 enne investitore, ex dirigente esecutivo di Templeton Emerging Markets Group, ha svelato quali saranno secondo lui i temi principali del suo nuovo investment trust, che farà il suo esordio il primo ottobre.

Dal punto di vista degli investimenti, alla luce delle condizioni di Forex e Borse, quello attuale “non potrebbe essere un momento migliore per lanciare un nuovo veicolo di investimento nei mercati emergenti.

La neonata società di gestione di fondi di Mobius, specializzata in governance ambientale, sociale e corporate che punta nei mercati di frontiera ed emergenti, ha come obiettivo quella di recuperare 200 milioni di sterline via fundraising. Sarà gestita dallo stesso Mobius, che sarà affiancato da Carlos Hardenberg e Greg Konieczny.

Emergenti, Mobius punta tutto sui fattori ESG

L’intenzione del trio che ha lasciato Templeton per lanciarsi nella nuova avventura è quella di creare un veicolo di investimento che punti nelle società dei mercati emergenti che stanno facendo progressi dal punto di vista della sostenibilità ambientale e dall’impatto sociale delle loro attività e che rispettino dunque i cosiddetti fattori ESG (ambientali, sociali e di governance).

Un miglioramento dei rating ESG – giudizio che viene stabilito da MSCI e altri gruppi che ne hanno il compito – oppure in certi casi specifici semplicemente il fatto di ricevere una raccomandazione iniziale, è una precondizione necessaria, anzi indispensabile, perché una società venga presa in considerazione da Mobius Capital Partners.

“Circa il 90% delle imprese dei mercati emergenti non ha ancora nemmeno un rating ESG. C’è ancora tanto lavoro da fare, anche da parte nostra”, ha osservato a Investment Week. “Detto questo, un gruppo con un buon giudizio ESG o le società che lavorano per migliorare le proprie caratteristiche ESG, hanno performance di gran lunga superiori rispetto al resto del mercato” e alla concorrenza.

Gli investitori insistono molto su questo punto, secondo Mobius. Da parte sua, Hardenberg aggiunge che viene spesso sottovalutato il fatto che in tutto il mondo ci siano circa 25 mila miliardi di dollari di attivi orientati alla sostenibilità o ai fattori ESG. La maggior parte di questi attivi si trova nel mercato industrializzato ma nei mercati in via di Sviluppo la cifra cresce di giorno in giorno“.

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