Ministro Lavrov: “C’è un piano russo – cinese per disinnescare la crisi della Corea”

11 agosto 2017, di Livia Liberatore

“Esiste un piano comune russo – cinese per disinnescare la crisi nordcoreana, secondo cui la Corea del Nord bloccherà i propri test missilistici mentre gli Stati Uniti e la Corea del Sud smetteranno le esercitazioni su larga scala”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, dopo l’escalation della tensione fra Stati Uniti e Corea del Nord, con la minaccia di Kim Jong Un di attaccare entro Ferragosto la base militare americana di Guam e la violenta risposta del presidente Usa Donald Trump.

Non è chiaro se la Russia o la Cina abbiano condiviso questo piano con gli Stati Uniti o la Corea del Sud, secondo quanto scrive Cnbc la risposta probabile è no. Lavrov ha incoraggiato Pyongyang e Washington ad aderire al piano sul doppio congelamento dei test missilistici e delle esercitazioni militari come base per sedersi al tavolo e ricominciare tutto dall’inizio. Per Lavrov il piano potrebbe essere un punto di inizio verso la firma di un documento che sottolinei il rispetto per la sovranità di tutte le parti coinvolte, inclusa la Corea del Nord.

Lavrov ha detto anche che il rischio di un conflitto sul programma nucleare della Corea del Nord è molto alto e che Mosca è preoccupata delle minacce reciproche fra Usa e Corea. Il ministro degli Esteri russo spera che alla fine il buon senso possa prevalere. Anche la Cina ha invitato alla prudenza per allentare la tensione nell’area e la Germania di Angela Merkel si è detta contraria a una soluzione militare della crisi. “La Germania parteciperà alle opzioni che non siano di tipo militare”, ha dichiarato Merkel, “ma ritengo che l’escalation verbale sia una risposta sbagliata”.

Le tensioni geopolitiche hanno influenzato l’andamento delle Borse, con i listini europei tutti in flessione in scia alla chiusura di Wall Street preoccupata dallo scambio di minacce fra Usa e Corea del Nord. A fare da termometro della tensione è stato l’oro, in rialzo dello 0,2% a 1289 dollari l’oncia.

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