Mercati tesi, gestori: è ora di comprare oro

10 maggio 2018, di Daniele Chicca

Alla luce degli ultimi sviluppi di geopolitica, un gestore americano di fondi che si è fatto un nome per i suoi investimenti azzeccati nei mercati emergenti ha deciso di abbandonare gradualmente quest’area di preferenza per puntare sull’oro. Fritz Folts, chief investment strategist e managing partner di 3EDGE Asset Management, società di Boston, ha fatto sapere a Bloomberg del cambiamento di strategia in atto: il gruppo di asset management sta riducendo l’esposizione agli asset più rischiosi prediligendo i beni sicuri come i metalli preziosi.

Il manager Folts cita la perdita della fiducia degli investitori e la crescita più timida dell’economia globale: sono due fattori indice del fatto che l’anno stellare vissuto dall’azionario non si potrà ripetere nel 2018. Inoltre, le preoccupazioni legate all’ondata di protezionismo e il conflitto frontale tra Israele e Iran sta alimentando la domanda di oro. Il prezzo del metallo prezioso è salito dell’1% nell’ultimo mese per via delle tensioni commerciali tra gli Usa da una parte e la Cina e l’Unione Europea dall’altra.

In tutto questo, c’è anche un altro metallo che dovrebbe giovare del nervosismo geopolitico e dalla perdita di slancio dell’economia: l’argento, che secondo l’ultimo report di Bloomberg Intelligence potrebbe rafforzarsi del 50% dai livelli attuali. Intanto i mercati azionari europei sono poco variati, ma alcuni singoli titoli sono ben intonati, tra cui UniCredit che ha riportato conti superiori alle stime. Un’altra banca, RBS, sta facendo bene: il gruppo scozzese ha trovato un compromesso economicamente favorevole con il Dipartimento di Giustizia americano sulla disputa sui mutui e il titolo viene premiato con un +4%. La multa da sborsare sarà di 4,9 miliardi di dollari.

Borsa, Spread e BTP reagiscono a novità politiche italiane

Sui mercati intanto pesano anche gli ultimi sviluppi sulla situazione politica italiana, con Btp sotto pressione e Spread con i Bund in ampliamento in area 140 punti base. Per capire quale tipo di governo aspettarsi nella terza economia dell’area euro, che dopo il voto del 4 marzo deve fare i conti con un parlamento variegato senza una chiara maggioranza, bisogna capire che dipenderà da quali saranno le priorità e quali sono i compromessi che troveranno: reddito minimo e flat tax insieme sarebbero insostenibili finanziariamente. Non si possono fare entrambe, anche perché sarebbe molto costoso anche riformare la legge Fornero, una misura che tutte e due le forze politiche vedono come una priorità.

Gli ultimi dati economici, poi, sono stati così così in Europa nel suo complesso e in Italia. Una coalizione anti establishment e non filo europea come quella che si sta per formare, causerà turbolenze sui mercati perché farebbe temere per il non rispetto dei vincoli di bilancio e di deficit. Si inizierebbe a speculare sulle possibili sanzioni dell’UE. Forse questo scenario potrebbe alla fine offrire a Mario Draghi una ragione in più per rimandare una normalizzazione delle politiche monetarie e la prima stretta monetaria dopo tanto tempo della Bce (che i mercati scontano intorno a giugno 2019).

Il Liveblog è terminato

10 maggio 201813:55

La Banca d’Inghilterra, che con sette voti a favore e due contrari ha mantenuto invariate le strategie di politica monetaria incluso il livello dei tassi di interesse, ha emesso previsioni più morbide del previsto lato inflazione, dando la stura alle vendite di sterlina sul Forex.

Dopo gli ultimi dati economici deludenti nel Regno Unito, la banca centrale guidata da Mark Carney ha annunciato che manterrà i tassi guida invariati allo 0,5%. Solo due membri con diritto di voto, Saunders e McCafferty, hanno dissentito. La ragione per la quale la sterlina ha perso 100 punti base dopo il report della Bank of England è da ricercare nell’outlook riguardante i prezzi al consumo.

Il linguaggio accomodante è evidente nel passaggio seguente: “tenendo in considerazione i fattori esterni e interni, l’indice CPI dell’inflazione è visto scendere lievemente più rapidamente rispetto a febbraio e raggiungere l’obiettivo del 2% nel giro di due anni”.

10 maggio 201814:44

Era uno dei dati più attesi di giornata: l’inflazione fatica a surriscaldarsi negli Stati Uniti e questa potrebbe essere una buona notizia per l’azionario in quanto farebbe sollevare il piede della Federal Reserve dall’acceleratore nel cammino che porta verso un ciclo di rialzo dei tassi aggressivo in Usa. I future sui principali indici della Borsa Usa hanno infatti consolidato i guadagni dopo la pubblicazione dei dati, con rialzi dell’ordine dello 0,15-0,25%.

L’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% in aprile rispetto a marzo, lo 0,1% sotto le previsioni degli economisti interpellati da MarketWatch. Tenuto conto della fiammata vista nell’ultimo mese delle commodity come il petrolio, era naturale attendersi che l’indicatore CPI ‘core’, che esclude le componenti di cibo ed energia, registrasse un incremento modesto e così è stato: +0,1%, un valore pari alla metà di quanto si attendevano i mercati.  Su base annuale la crescita è stata del 2,5%, il livello più alto in 14 mesi, ma l’inflazione di fondo è salita del 2,1% negli ultimi 12 mesi, meno delle previsioni.

10 maggio 201814:45

Era uno dei dati più attesi di giornata: l’inflazione fatica a surriscaldarsi negli Stati Uniti e questa potrebbe essere una buona notizia per l’azionario in quanto farebbe sollevare il piede della Federal Reserve dall’acceleratore nel cammino che porta verso un ciclo di rialzo dei tassi aggressivo in Usa. I future sui principali indici della Borsa Usa hanno infatti consolidato i guadagni dopo la pubblicazione dei dati.

L’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% in aprile rispetto a marzo, lo 0,1% sotto le previsioni degli economisti interpellati da MarketWatch. Tenuto conto della fiammata vista nell’ultimo mese delle commodity come il petrolio, era naturale attendersi che l’indicatore CPI ‘core’, che esclude le componenti di cibo ed energia, registrasse un incremento modesto e così è stato: +0,1%, un valore pari alla metà di quanto si attendevano i mercati.  Su base annuale la crescita è stata del 2,5%, il livello più alto in 14 mesi, ma l’inflazione di fondo è salita del 2,1% negli ultimi 12 mesi, meno delle previsioni.

10 maggio 201817:37

I titoli di Banco BPM, che hanno subito forti oscillazioni nelle ultime sedute, oggi cedono terreno in Borsa per via di una trimestrale societaria deludente. La banca ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con profitti netti pari a 223 milioni di euro, una cifra in netto aumento rispetto ai 115 milioni dell’anno prima ma inferiore alle previsioni. Sotto le attese sono risultate anche le commissioni (-7,6%).

A Piazza Affari il titolo Banco BPM è il peggiore di giornata, avendo esso perso più di quattro punti percentuali (-4,26% a 2,93 euro). Nel commentare i risultati Mediobanca osserva che non è dato sapere se l’eventuale ulteriore riduzione dello stock di sofferenze lorde (Npe) possa rallentare il calo del costo del rischio, tuttavia in ogni modo l’ulteriore de-risking non dovrebbe essere motivo di preoccupazione per l’adeguatezza patrimoniale della banca.

10 maggio 201817:45

In chiusura di contrattazioni le Borse europee mostrano questo andamento, in cui è evidente quale è la piazza “intrusa”:

  • Borsa di Londra: +0,4%
  • DAX tedesco: +0,6%
  • CAC francese: +0,2%
  • IBEX spagnolo: +0,1%
  • Ftse MIB italiano: -1,1%

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10 maggio 201817:47

In chiusura di contrattazioni le Borse europee mostrano questo andamento, in cui è evidente quale è la piazza “intrusa”:

  • Borsa di Londra: +0,4%
  • DAX tedesco: +0,6%
  • CAC francese: +0,2%
  • IBEX spagnolo: +0,1%
  • Ftse MIB italiano: -1,1%
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    10 maggio 201817:47

    In chiusura di contrattazioni le Borse europee mostrano questo andamento, in cui è evidente quale è la piazza “intrusa”:

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    10 maggio 201817:48

    In chiusura di contrattazioni le Borse europee mostrano questo andamento, in cui è evidente quale è la piazza “intrusa”:
    Borsa di Londra: +0,4%
    DAX tedesco: +0,6%
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