Mercati scossi da arresto numero due Huawei: panic selling ovunque

6 dicembre 2018, di Daniele Chicca

L’arresto in Canada della dirigente di spicco di Huawei Meng Whanzou, ordinato dagli Usa, ha innervosito i trader, perché ora mercati temono un riaccendersi delle tensioni tra Cina e Stati Uniti. La global chief financial officer del gruppo di apparecchiature per smartphone e figlia del suo fondatore è stata fermata sabato scorso e ora rischia l’estradizione in America.

L’indagine riguarda una presunta violazione delle sanzioni contro l’Iran americane e rischia di intensificare la guerra commerciale e valutaria in corso tra le due prime potenze al mondo, proprio in un momento in cui i due leader Donald Trump e Xi Jinping si erano riavvicinati.

L’impatto sui mercati azionari è prevedibilmente negativo. In un contesto di avversione al rischio generalizzata, le Borse europee sono scese ai minimi di due anni e la seduta è stata la peggiore da fine giugno 2016, quando è uscito il risultato shock della Brexit. L’indice delle blue chip inglese Ftse 100 scambia al valore minimo dal 2016. Male anche la Borsa di Milano e quelle di Francia e Germania, con il Dax che è entrato in piena fase ribassista.

Il Liveblog è terminato

6 dicembre 201810:58

Apertura in lieve rialzo per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale, aiutato dal clima più sereno tra governo e commissione europea sulla manovra, si è attestato a 281 punti, dopo aver chiuso ieri in netto calo a 278,8 punti. Il rendimento del decennale è al 3,070%.

6 dicembre 201811:13

l prezzo del petrolio ha subito un calo del 3% dopo che gli stati membri dell’Opec hanno parlato di un taglio alla produzione di 1 milione di barili al giorno. Al mercato non sono andate giù le prime cifre uscite nel giorno della riunione di Vienna e le quotazioni del contratto WTI americano perdono più di tre punti percentuali in giornata attestandosi prima a quota $51,15 al barile (vedi grafico) e poi aggiornando i minimi a $50,93.

Dopo il vertice austriaco, il cartello dei maggiori produttori di petrolio al mondo si confronterà domani con la Russia e a quel punto finalizzerà la mole dei tagli alla produzione. È quasi certo che la Russia, le cui autorità fanno sapere che è dura per il paese ridurre i livelli di produzione in inverno per via delle temperature molto basse, darà il via libera ai tagli, ma l’abbassamento ipotizzato è il livello minimo possibile rispetto alla stima dei mercati.

Forexlive Image View

6 dicembre 201811:22

Non appena è stata resa nota la notizia dell’arresto della numero due del gruppo cinese Huawei, su ordine delle autorità Usa nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta violazione delle sanzioni americane contro l’Iran, i future sugli indici della Borsa Usa hanno subito una sorta di flash crash. I contratti sul Dow Jones cedono 500 punti mentre il Dax ne perde 300.

6 dicembre 201811:23

Non appena è stata resa nota la notizia dell’arresto della numero due del gruppo cinese Huawei, su ordine delle autorità Usa nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta violazione delle sanzioni americane contro l’Iran, i future sugli indici della Borsa Usa hanno subito una sorta di flash crash.

6 dicembre 201811:45

I contratti sul Dow Jones cedono 500 punti, mentre in Europa l’indice Ftse 100 inglese è sceso ai livelli pre bolla dot com e a Milano il Ftse MIB accusa un ribasso del 2,35%. Il ribasso del 2,5% della Borsa inglese è più pesante da quando è stato comunicato l’esito del referendum sulla Brexit alla fine di giugno 2016.

The FTSE 250

6 dicembre 201816:00

Senza sorprese, a guidare i cali sono i gruppi che operano nel settore di Huawei o i fornitori di apparecchiature per smartphone. Huawai supplier’s share prices

6 dicembre 201816:02

Con il calo di oltre 500 punti di oggi, il Dow Jones ha perso 1.300 punti in due sedute (martedì e quella odierna).

6 dicembre 201816:07

Anche l’inversione della curva dei rendimenti dei titoli Usa sugli spread di rendimento tra certe scadenze, come il 2 e 5 anni non favorisce l’appetito per i titoli azionari, con le banche che sono tra le più colpite in questo contesto.

La curva tende a invertirsi quando la Fed continua a imporre strette monetarie nonostante un rallentamento dell’attività economica e per questo viene considerata da analisti e commentatori un presagio di una futura fase di recessione.

6 dicembre 201817:15

L’indice del DAX della Borsa di Francoforte perde più del 3% da inizio contrattazioni. Il calo implica che il mercato azionario tedesco è entrato in piena fase di ribassista, dal momento che il ribasso rispetto agli ultimi massimi del 2018 è di oltre il 20%.

Intanto in Usa le perdite si fanno consistenti a Wall Street: il Dow Jones cede più di 500 punti e 1.300 in due sedute, mentre ora il computo per l’indice allargato S&P 500 è negativo da inizio 2018.

La casa automobilistica Daimler è la blue chip più debole a Francoforte (5,3%). Anche il conglomerato industriale Thyssenkrupp è in netto ribasso (-4,5%) mentre nel comparto pharma Bayer lascia sul campo il 3,6%. Si tratta di aziende che sarebbero le vittime principali nell’evento di un intensificarsi della guerra commerciale.

6 dicembre 201817:45

Per l’Europa è stata la seduta peggiore dal referendum sulla Brexit. L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha chiuso in rosso del 3,3%. Il Dax ha perso il 3,9%, che ha fatto il suo ingresso in una fase ribassista (in calo di più di un quinto dall’ultimo massimo dall’anno). In un clima da “panic selling”, il CAC ha ceduto il 3,7% e l’Ibex il 3,2%.

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