Torna il sereno sui mercati, ma resta minaccia rialzo dei tassi

16 ottobre 2018, di Daniele Chicca

L’aumento dei tassi d’interesse reali sembra essere una ulteriore causa dei sell-off visti negli ultimi giorni sui mercati azionari. Ma oggi torna il sereno in Borsa, anche perché – come osservano gli analisti di DWS – l’aumento dei tassi reali potrebbe essere dovuto al progressivo incremento delle attività economiche. Il tutto mentre le ultime trimestrali, in particolare nel settore bancario, stanno facendo meglio delle previsioni di mercato.

DWS esclude che la colpa dei ribassi delle scorse sedute sia della Fed, come sostiene Donald Trump. Il presidente Usa attribuisce alla stretta monetaria della banca centrale il sell-off sui mercati azionari. “La Fed sta commettendo un errore, penso che sia impazzita”, ha detto Trump, secondo il Financial Times. Il “grafico della settimana” di DWS indica tuttavia che la faccenda potrebbe essere “un po’ più sfumata” di così.

Nelle ultime settimane, si legge nel report, “i rendimenti dei titoli di stato statunitensi a 10 anni hanno raggiunto il livello più alto in sette anni. Ci aiuta a capire scomporre il rendimento in tassi di interesse reali e aspettative di inflazione, come misurato dal tasso di inflazione di pareggio derivato dai titoli protetti dall’inflazione (TIPS). Come mostra il nostro “grafico della settimana”, la maggior parte dei recenti aumenti dei rendimenti è dovuta all’aumento dei tassi di interesse reali, ora anche ai massimi da sette anni.

Ciò, secondo gli strategist, fa pensare a un forte impulso economico, che potrebbe alla fine calmare gli animi sui mercati azionari con l’avvio della stagione degli utili. Ciò significa anche che per il momento comunque la Fed sta stringendo quasi al giusto ritmo, il che significa abbastanza rapidamente da non lasciare sfuggire le aspettative inflazionistiche”.

Gli investitori sui mercati azionari dovrebbero contarci? “Ci sono tre motivi per essere prudenti. Innanzitutto, i titoli del Tesoro statunitensi ai livelli attuali potrebbero essere ipervenduti. Diversi i fattori tecnici che hanno probabilmente contribuito alla debole domanda del Tesoro e al conseguente costante aumento dei rendimenti, dal temporaneo aumento dei costi di copertura valutaria fino alla scadenza degli sgravi fiscali a metà settembre. Questi fattori potrebbero già stare per svanire; secondo gli ultimi risultati delle indagini congiunturali, il posizionamento su scadenze a breve è tornato ai massimi livelli per la prima volta a metà settembre.

In secondo luogo, l’aumento dei tassi reali sembra essere uno stimolo al sell-off sui mercati azionari. Forse i titoli del Tesoro statunitensi sono meno una causa scatenante e piuttosto un capro espiatorio per gli investitori azionari che si preoccupano di altri rischi, a cominciare dalle continue tensioni commerciali a livello globale. E terzo, ovviamente, non vi è alcuna garanzia che i mercati obbligazionari abbiano fatto le cose nel modo giusto. Né gli investitori obbligazionari né le banche centrali sono così onniscienti come a volte si vorrebbe”.

DWS: l'aumento dei tassi d’interesse reali sembra essere una ulteriore causa di sell-off sui mercati azionari.

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16 ottobre 20189:54

Sul Forex lo yen – asset rifugio richiesto in tempi di difficoltà – oggi ripiega, con l’appetito per il rischio che gradualmente sta tornando. L’oro, un altro bene rifugio per eccellenza, in compenso consolida i guadagni e il petrolio sale di livello intorno ai 72 dollari al barile per via delle tensioni tra Usa e Arabia Saudita sul mistero intorno alla scomparsa e uccisione di un giornalista dissidente saudita che collaborava per il Washington Post.

16 ottobre 201810:06

Il dollaro sale sullo yen, mentre l’azionario asiatico è contrastato quest’oggi. La Borsa giapponese fa meglio del resto delle piazze azionarie della regione, approfittando proprio dell’indebolimento della valuta nazionale. Le Borse cinesi e di Hong Kong rintracciano ancora, mentre l’Australia avanza. Apertura contrastata anche in Europa.

Sul Forex il dollaro risale dopo essere scivolato ai minimi di due settimane. Questa settimana il Tesoro Usa dovrebbe pubblicare un atteso rapporto sulla manipolazione valutaria. Il petrolio continua la corsa e l’oro si rafforza ancora.

16 ottobre 201810:36

Lo Spread di rendimento tra Btp e Bund decennali rientra sotto i 300 punti base e Piazza Affari scatta con il passare degli scambi dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra finanziaria per il 2019, confermando quanto indicato nella nota di aggiornamento al Def. Il testo, che prevede 37 miliardi di euro di misure, di cui 22 a deficit, passa ora al vaglio delle autorità europee, che hanno tempo fino a novembre per decidere se avviare una procedura sanzionatoria di deficit eccessivo o meno. Sotto il 3% del Pil, ha detto ieri sera il ministro dell’Economia Giovanni Tria, “non c’è eccesso di deficit”. “L’idea che con questa manovra si voglia far saltare l’Europa” è insensata, secondo il professore.

“Puntiamo sulla crescita nella stabilità”, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per sintetizzare. Il vice premier Luigi Di Maio ha assicurato che il problema dello spread “sparirà” ma l’andamento odierno rappresenta più un’eccezione che una costante degli ultimi tempi di incertezza sulla legge di bilancio. Dopo una prima fase di tentennamento iniziale, il rendimento del Btp decennale è calato al 3,48%, favorendo la discesa dello spread fino a 297 punti base. Di riflesso anche il listino Ftse Mib ha intrapreso la strada dei guadagni e al momento fa registrare un più 1,25% in area 19.528 punti.

16 ottobre 201813:10

Nonostante la batosta di alcune piazze in Asia, come Cina e Hong Kong, torna il sereno sui mercati finanziari europei e statunitensi dopo le turbolenze delle ultime sedute. L’azionario Usa dovrebbe salire di livello in avvio di seduta, con i future sui tre indici principali della Borsa che scambiano in rialzo.

Intanto entra nel vivo la stagione delle trimestrali, con Blackrock e le big del settore bancario che hanno fatto meglio delle attese nell’ultimo trimestre. A mercati chiusi Netflix diventa il primo grosso gruppo tecnologico a riportare i conti fiscali, mentre Goldman Sachs e Morgan Stanley sono le ultimi due banche importanti in ordine di tempo a pubblicare la trimestrale.

16 ottobre 201815:08

Goldman Sachs ha chiuso il trimestre con profitti superiori alle previsioni, ma meno entusiasmanti di quelli della rivale Morgan Stanley che ha pubblicato i conti fiscali poco prima. Nel preborsa entrambi gli istituti di Manhattan guadagnano terreno ma mentre Goldman Sachs fa segnare un +0,7% in linea con l’andamento del resto del mercato, le azioni Morgan Stanley il 2,1%.

16 ottobre 201815:09

Nonostante i ricavi pari a 8,65 miliardi di dollari sopra le attese (che erano per un risultato di 8,37 miliardi) e un utile per azione di 6,28 dollari, più alto del consensus ($5,38), Goldman Sachs ha deluso nelle attività di trading: la divisione del reddito fisso ha riportato ricavi per $1,31 miliardi, in calo del 10% su base annuale. Le previsioni erano per una cifra pari a 1,45 miliardi.

Se calcolato da inizio anno, l’utile per azione è tuttavia stato il più alto della storia per la banca d’affari. I risultati positivi della banca, cui si aggiungono quelli di Morgan Stanley e United Health, aiutano i listini azionari americani a spingersi in rialzo. Le principali banche Usa, che hanno dato il via alla stagione delle trimestrali, hanno pressoché tutte sorpreso in positivo i mercati.

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