Mercati: male l’Asia dopo dati Cina, Tokyo -3,84%

1 settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Tonfo oggi per l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo, che crolla sui minimi di seduta -3,84%, scivolando a quota 18.165,69 punti. Dal fronte economico, reso noto il dato relativo alle spese in conto capitale delle aziende che è salito nel trimestre aprile-giugno +5,6% su base annua, comunque rallentando rispetto al primo trimestre.

A pesare sul sentiment sono tuttavia soprattutto le preoccupazioni sul futuro della Cina, che continuano a mettere sotto pressione l’azionario globale. Reso noto il ‘doppio report’ del Pmi manifatturiero di agosto, che ha messo in evidenza la forte fase di rallentamento dell’economia cinese. In particolare, il dato stilato da Caixin/Markit è scivolato al minimo dal 2009, confermando la fase di contrazione.

Secondo Pruksa Iamthongthong, gestore presso Aberdeen Asset Management intervistato da Cnbc “non si tratta di nulla di nuovo. E’ parecchio che i dati economici della Cina si confermano deboli”. L’esperta ha un rating “underweight” sull’azionario cinese.

Reazione negativa al Pmi dell’indice di Shanghai, reduce da un tonfo -12,5% di agosto, dopo aver ceduto -14% a luglio (riportando la perdita mensile più forte dall’agosto del 2009). Per l’indice Shanghai Composite, si tratta del terzo mese consecutivo di cali. Non tutti sono però ribassisti sul mercato azionario della Cina. Simon Grose-Hodge, responsabile consulenti per investimenti di LGT Bank Singapore, ritiene per esempio il sell off eccessivo. “E’ stato provocato dal sentiment, non dai fondamentali. Si tratta di una correzione che a questo punto dovrebbe riportare gli acquisti, e non di un mercato orso o di qualcosa di più grave”.

Sotto pressione anche Hong Kong, con l’indice di Hang Seng che ha perso -12% ad agosto, riportando il quarto mese consecutivo di ribassi e la performance peggiore dal settembre del 2011. S&P ASX 200, indice benchmark della Borsa di Sidney, -1,4% dopo la decisione della Reserve Bank of Australia, la banca centrale del paese, di mantenere i tassi di interesse invariati al 2%.

Seul -0,9%: anche qui resi noti i dati sull’attività manifatturiera, in calo per il sesto mese consecutivo ad agosto, mentre le esportazioni hanno riportato il tonfo maggiore in sei anni, scendendo lo scorso mese -14,7% su base annua, al tasso maggiore dall’agosto del 2009. Morgan Stanley ha tagliato le stime sul Pil sudcoreano dal 2,5% al 2,3% per il 2015 e prevede un altro taglio dei tassi. (Lna)

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