Mercati, i migliori del 2017: anno di rialzi per tutte le classi di asset

3 gennaio 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Con l’avvento del nuovo anno è tempo di tracciare qualche bilancio anche in tema di mercati e finanza. Il 2017 appena trascorso è stato un anno fenomenale sui mercati, l’anno in cui ogni tipo di asset ha acquisito valore. I rendimenti obbligazionari estremamente bassi sono un’indice delle condizioni finanziarie straordinariamente facili, con gli investitori che restano convinti del fatto che i banchieri centrali garantiranno un costo del denaro relativamente basso ancora a lungo.

Secondo i dati di Bank of America Merrill Lynch, le azioni dei mercati emergenti – come India, Cina e Russia – hanno registrato le performance più elevate, pari a 35,5% nel corso dell’anno. Per il secondo anno consecutivo, la classe di attività che ha registrato le peggiori performance è stata la liquidità, in quanto il tasso bancario costantemente basso ha trascinato al ribasso i tassi d’interesse.

Alla fine del 2017 uno sguardo ai vincitori e ai vinti di tutto il mondo mostra che, in linea di massima, le attività più rischiose hanno dato buoni risultati, con un sentimento rialzista nelle azioni, nei titoli sovrani dei mercati emergenti e nel debito delle imprese. Titoli generalmente visti come le scommesse più sicure e meno volatili – pensiamo ai titoli di Stato giapponesi – sono invece alle spalle.

Nell’anno appena passato l’investimento che ha attirato più attenzione sono state le criptovalute, con il  Bitcoin che è salito quasi al 1.500 per cento, mentre i concorrenti più piccoli come Ethereum e Litecoin hanno guadagnato almeno 6.000 per cento. Naturalmente, le impennate sono state accompagnate anche da una serie di pessimisti che hanno identificato l’euforia per le criptovalute come una nuova bolla.

Andando nei dettagli per quanto riguarda i titoli azionari, il mercato dell’Ucraina ha avuto un buon anno dopo che il Fondo Monetario Internazionale ha parlato nel mese di maggio di segnali di ripresa per l’economia mentre d’altro canto non è stato un buon anno per scommettere sulle scorte in Qatar e Pakistan.

Passando alle obbligazioni, i titoli più performanti del mondo sono stati quelli considerati i perdenti di un tempo, con la Grecia e l’Argentina tra i protagonisti. Per quanto riguarda il mondo del debito delle imprese, i titoli ad alto rendimento statunitensi hanno visto un’ampia dispersione dei risultati, dalle aziende alimentari e delle bevande ad alto rischio, al dettaglio e ai trasporti fino ai traumi per i detentori di obbligazioni vendute dalla Cenveo Corp. Nella categoria del debito delle imprese dei mercati emergenti, una società energetica indonesiana è in cima alla lista, mentre i titoli legati al gigante edile brasiliano Odebrecht SA – che è coinvolto in uno scandalo di corruzione che si estende in tutto il Sud America – sono quelli da evitare.

Per le materie prime il palladio, tipicamente utilizzato in dispositivi di controllo dell’ inquinamento per veicoli a benzina, ha portato quest’ anno guadagni in metalli preziosi salendo più del 50 per cento ma anche il rame e alluminio hanno avuto un grande anno. Sul lato negativo, zucchero e gas naturale hanno invece registrato un anno negativo con il primo in calo per le preoccupazioni dovute ad un surplus globale, mentre il gas naturale dopo due inverni caldi ha lasciato le scorte a livelli elevati.

Infine per le valute, spazio al metical del Mozambico. Il paese dell’Africa orientale ha lottato per controllare l’ inflazione a seguito di una crisi del debito, ma la banca centrale ha dichiarato di voler raggiungere un tasso più basso e stabile. Mentre dal lato opposto crolla il sum uzbeko.

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