MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY

30 giugno 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
• Attesa la stima sui prezzi al consumo in Area euro ed il Pce in Usa
• Tassi di mercato in lieve calo in Europa e la Fed alza i tassi di 25 pb

• Dollaro si deprezza verso le principali valute

Nella giornata odierna in area euro i due dati maggiormente attesi sono il cpi preliminare italiano di giugno e la stima per l’intero mese del cpi dell’intera area euro. In Italia si dovrebbe assistere ad un rallentamento del congiunturale, attribuibile al rallentamento delle pressioni dal settore trasporti ed a prezzi del settore alimentare invariati. Negli Usa atteso il dato sul deflatore della spesa delle famiglie core di maggio, con attenzione particolare alla permanenza o meno al di sopra della soglia del 2%.

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Tassi di Interesse : in area euro il dato su M3 superiore alle attese e l’attesa per la riunione della Fed hanno determinato un calo dei tassi che ha interessato tutta la curva dei rendimenti. Il differenziale 2-10 è rimasto pressoché invariato a 51 pb. Oggi qualche pressione, potrebbe giungere con la pubblicazione della stima per il mese di giugno del cpi dell’intera area che, se superiore alle attese, potrebbe alimentare le attese di un’accelerazione del processo di rialzi della Bce. Negli Usa, il comunicato successivo alla riunione della Fed (che ha rialzato i tassi di 25pb.), ha evidenziato toni meno forti rispetto a quanto atteso dagli operatori.

La Fed ha ribadito che lo scenario preannunciato (rallentamento crescita) si sta avverando, complice il raffreddamento del settore immobiliare. Allo stesso tempo ha anche riconosciuto che sussistono potenziali spinte inflattive che dovrebbero però rientrare grazie proprio alla contestuale moderazione della crescita. Di conseguenza la Fed non ha etichettato come certo un eventuale prossimo rialzo che potrebbe essere possibile solo laddove i dati sui prezzi e sulla crescita lo dovessero rendere necessario. Il comunicato risulta in linea con la pausa preannunciata da Bernanke a fine aprile ma allo stesso tempo risulta meno forte rispetto ai toni manifestati nelle ultime settimane da tutti i principali membri Fed sul tema inflazione. In questo contesto ribadiamo la possibilità di posizionamento dei fed funds al massimo al 5,5% per fine anno con possibilità di un rialzo ad agosto: I dati sui prezzi e soprattutto le aspettative di inflazione potrebbero costringere la Fed in tal senso. In ogni caso dovrebbero poi ridimensionarsi in un contesto in cui la crescita in moderazione dovrebbe ridiventare il focus degli operatori.

Valute: Dollaro in deprezzamento verso le principali valute dopo il comunicato della Fed che ha ridimensionato le attese di una continuazione della fase di rialzo dei tassi. Nel breve termine risulta piuttosto forte la resistenza a quota 1,2720. I dati di oggi sul deflatore della spesa personale core potrebbero comportare un apprezzamento del Dollaro temporaneo laddove peggiori delle attese. In ogni caso, la focalizzatone sulla riunione della Bce del prossimo giovedì dovrebbe comportare una fase più favorevole all’Euro nei prossimi giorni con resistenza molto forte a quota 1,30.
Materie Prime: l’inatteso calo delle scorte di benzina statunitensi e l’atteso aumento della loro domanda in vista del ponte lungo dper la festività del 4 luglio hanno continuato a condizionare i prezzi del greggio Wti, che ieri ha chiuso la sessione in rialzo dell’1,84% a 73,52$/b. A spingere le quotazioni sono state anche le sollecitazioni del G8 che, riunito ieri a Mosca, ha concesso all’Iran fino al 5 luglio per fornire una risposta riguardo al pacchetto di incentivi proposto dalle potenze occidentali.

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