MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (21/12/05)

21 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: i prezzi alla produzione di novembre su base destagionalizzata hanno registrato un andamento migliore delle attese anche nella parte al netto delle componenti volatili. La variazione mensile è risultata negativa per tutte le tre sottocategorie, beni finali, beni intermedi e materie prime, grazie principalmente al contributo della componente energetica.

La variazione tendenziale dell’indice core ha così confermato il ridimensionamento evidenziato nel mese di ottobre, collocandosi sul livello (+1,7%) più basso dalla fine del 2004. Allo stesso tempo sono risultati migliori delle attese i dati inerenti il settore immobiliare di novembre, in particolare l’inizio di nuove case e le licenze edilizie. Complessivamente i dati di oggi fotografano uno scenario di fine anno caratterizzato da un buon livello di crescita in un contesto di spinte inflattive contenute, soprattutto nella parte core che è riuscita per ora a non subire il temuto impatto indiretto del rialzo dei prezzi energetici.

Con riferimento al settore immobiliare i dati di oggi sono in contrasto con le indicazioni finora arrivate che nel complesso hanno segnalato la possibilità di una fase di rallentamento del settore immobiliare con riferimento alle costruzioni, alle negoziazioni ed ai prezzi. Sul mercato azionario è risultata ancora in forte calo GM (-5,7%), ai minimi dall’87, per l’aspettativa di ulteriore erosione di quota di mercato da parte dei costruttori nipponici, in particolare Toyota.

A mercati chiusi è poi giunta la notizia che il finanziere Kerkorian, terzo maggior azionista di GM, lo scorso 15 e 19 dicembre ha sensibilmente ridotto la propria partecipazione portandola al 7,8% dal 9,9%. Il titolo nell’after hour ha così perso un ulteriore 3% circa.

Europa: i dati italiani relativi agli ordinativi industriali ed al fatturato per il mese di ottobre hanno registrato una flessione congiunturale inattesa quanto marcata. In disaggregato i dati hanno evidenziato una debolezza sia della domanda nazionale che di quella estera. In netta contrazione il fatturato dei beni di consumo durevoli (-2.3% m/m) e dei beni strumentali (-3.5% m/m).

Intanto la commissione europea rimane ottimista circa le stime di crescita dell’intera area Euro attendendosi per il 2006 un incremento del Pil dell’1,9% dall’1,3% atteso per l’anno in corso e secondo fonti vicine alla Bce le autorità monetarie sarebbero pronte ad effettuare altri due rialzi del costo del denaro nell’ordine di 25 pb nell’arco dell’intero 2006, con un primo intervento sul costo del denaro già nel mese di marzo.

Continuiamo a credere che la Bce si accontenterà di un solo ulteriore rialzo da 25 pb con il refi rate al 2,5% a fine 2006 nell’attesa di un rallentamento delle spinte inflattive ed una crescita in consolidamento, ma tutt’altro che brillante.

Asia-Pacifico: stamattina, in Giappone, in una giornata sostanzialmente priva di eventi di rilievo, l’indice Nikkei 225, con un rialzo del 2,02%, ha messo a segno un altro massimo da circa cinque anni a questa parte, ancora sull’onda degli acquisti dei titoli del comparto immobiliare, nella prospettiva di raggiunto termine della deflazione dei prezzi degli asset.

Dalla Banca del Giappone, le minute dei comitati di politica monetaria tenutisi il 31 ottobre ed il 17 e 18 novembre non ha offerto grandi spunti: dei nove membri votanti, i soliti Fukuma e Mizuno hanno votato contro il mantenimento dell’attuale banda-obiettivo di ¥30.000-¥35.000Mld per i depositi a vista detenuti dalle istituzioni finanziarie presso la banca centrale, banda da loro ritenuta eccessivamente alta, la novità essendo rappresentata da una proposta comune da parte dei due dissenzienti della nuova banda da adottarsi: ¥27.000Mld-¥32.000Mld.

Mizuno avrebbe detto che un ulteriore ritardo nell’allentamento del quantitative easing potrebbe attirare sulla BoJ ulteriori critiche circa il contributo che l’attuale strategia monetaria starebbe dando al deprezzamento dello Yen ed all’inflazione internazionale dei prezzi delle attività. I membri hanno discusso, in modo relativamente indiretto, dell’opportunità di segnalare uno specifico tasso di inflazione considerato desiderabile dall’istituto, ma nessun consenso sembra essere emerso in questa fase.

Sempre per il Giappone, domani avremo la pubblicazione del saldo di parte visibile in novembre e dell’indice del livello di attività economica nel settore dei servizi in ottobre, mentre i mercati nipponici rimarranno chiusi venerdì per il compleanno dell’imperatore.

Commodity: il prezzo del greggio continua a mantenersi vicino ai 58$/b in attesa dei dati settimanali sulle scorte, previste in calo di 1 milione di barili in base al sondaggio effettuato da Bloomberg News.

Nel frattempo la Cina ha annunciato che arresterà gli investimenti in nuove fonderie di alcuni metalli tra cui rame, tungsteno e molibdeno. Allo stesso tempo verranno sospesi investimenti in nuovi progetti nel settore dell’alluminio.

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