Mercati, fenomeno che non si vedeva da bolla Internet: rivincita gestione attiva

21 giugno 2018, di Daniele Chicca

A parte qualche schiaffo per via della guerra commerciale, che ha spinto Daimler a lanciare un profit warning oggi che pesa sul settore auto, le Borse stanno festeggiando come se fossero i primi Anni 2000 negli ultimi mesi. I titoli di Borsa scambiano in un modo che no si vedeva dai tempi dell’apice della bolla dot com. Morgan Stanley sottolinea infatti in uno studio come i mercati azionari scambino nella maniera più indipendente dai fattori macro dal 2001, 17 anni fa.

Si tratta di condizioni dei mercati che sono ideali per chi predilige la tecnica dello stock picking: significa che oggi analizzare i fondamentali economici e aziendali, nonché le prospettive delle singole società quotate, per scommettere su un singolo titolo, piuttosto che su interi mercati o settori paga.

È una svolta importante per questi trader e asset manager in un periodo in cui robo advisor e gestione passiva stanno rubando loro clienti e quote di mercato. Stando ai risultati della ricerca della banca, i titoli di Borsa stanno operando in maniera completamente indipendente, andando contro un trend che li vuole scambiare all’unisono con gli sviluppi macro economici e geopolitici.

Alla fine del 2017 il 71% del rischio associato all’indice S&P 500 non era spiegabile con i sei fattori di rischio macro principali identificati da Morgan Stanley nei 252 giorni precedenti. È la percentuale più alta negli ultimi 17 anni. Se si condensa il periodo in 63 giorni, la misura del rischio specifico è la più elevata dal 2000, quando la bolla dot com si stava ancora gonfiando.

La volatilità vicina ai minimi storici per un lungo lasso di tempo, fino a febbraio 2018, poi, non ha aiutato la loro causa. Le oscillazioni di prezzo sui mercati sono infatti fondamentali per quei gestori attivi, che possono provare di che pasta sono fatti e che con le loro analisi approfondite puntano a generare rendimenti alpha superiori alla concorrenza.

 

 

 

 

Il Liveblog è terminato

21 giugno 201810:10

Il profit warning di Daimler, che ha citato i dazi imposti dalla Cina, pesano sugli scambi del settore automobilistico anche in Europa. La casa automobilistica Usa ha citato la guerra commerciale tra le due prime potenze mondiali come uno dei fattori che ha influito negativamente su ricavi e utili dei SUV costruiti in Alabama.

Per il resto la seduta prosegue all’insegna della cautela in Europa, con progressi moderati dopo il tono sommesso degli scambi in Usa e in Asia.

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21 giugno 201813:08

Invariati i tassi: questa la decisione della Banca centrale svizzera che ha così confermato la politica monetaria espansiva. Il tasso di interesse sui depositi a vista delle banche commerciali viene così mantenuto a -0,75 per cento.

Sul Forex l’euro ha mostrato una caduta particolarmente marcata rispetto alla divisa elvetica, piombando a 1,1485 franchi. Anche perché la Banca nazionale elvetica (SNB) ha avvertito di essere preoccupata per l’impatto che le turbolenze in Italia possano avere sull’euro e quindi sull’indebolimento della moneta unica rispetto alla divisa svizzera, il franco.

21 giugno 201813:14

Borse europee in rosso a metà seduta, influite dal profit warning di Daimler. Ieri al forum di Sintra, il presidente della Bce Mario Draghi ha avvertito che le crescenti tensioni internazionali sul fronte del commercio iniziano a pesare sull’outlook dell’economia.

21 giugno 201813:56

Dopo la Svizzera anche la Gran Bretagna decide di lasciare i tassi invariati allo 0,5%. A deciderlo la Bank of England  con 6 voti a favore contro 3 contrari. Tra i favorevoli al rialzo il capo economista Andy Haldane il cui voto fa presagire che un aumento ci sarà con tutta probabilità ad agosto.

La Banca d’Inghilterra ha anche cambiato le linee guida su quando incomincerà la riduzione della portata del programma di quantitative easing. La fine del bazooka monetario è stata anticipata. I bond iscritti a bilancio sono pari a 435 miliardi di sterline al momento e l’istituto guidato da Mark Carney intende iniziare a vendere una parte dei ttioli quando i tassi di interesse salgono all’1,5% (e non più al 2% come stabilito in precedenza).

21 giugno 201813:56

Sui mercati è stata immediata la reazione della sterlina, che sul Forex compie un balzo in avanti contro il dollaro statunitense fino a $1,32, lontano dal calo a sette mesi di stamani.

21 giugno 201814:44

Dopo che Claudio Borghi e Alberto Bagnai sono stati nominati alla guida della Commissione di Bilancio di Camera e Senato, sul mercato secondario i rendimenti decennali dei BTp salgono di 14 punti base ai massimi di una settimana dl 2,72%, mentre il titolo a due anni – il più volatile dei due perché con una scadenza a più breve termine – rende ora lo 0,84% (+25 punti base il computo odierno). Lo Spread tra i tassi dei Btp e quelli dei Bund decennali, un valore chiave per capire il premio di rischio Italia, si è ampliato ai massimi livelli in una settimana, intorno ai 236 punti base (dati Reuters).

Intanto lato azionario, il listino Ftse MIB estende le perdite e attualmente scivola dell’1,4%. Se i cali venissero confermati in chiusura, si tratterebbe della perdita più amplia in due settimane. A pesare è soprattutto il ribasso del settore bancario, che è in flessione del 2,1% circa. Le due big UniCredit e Intesa Sanpaolo sono tra le più vendute.

21 giugno 201815:03

L’indice della Fed di Philadelphia sull’outlook delle imprese della regione ha deluso le attese in giugno dopo il bel miglioramento visto a maggio. L’indice soprannominato Philly Fed si è attestato a 19,9 punti, molto meno dei 29,9 attesi. Si tratta inoltre dei minimi da novembre 2016 e di tutt’un altro punteggi rispetto ai quasi 35 punti di maggio (vedi grafico).

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21 giugno 201815:11

Dopo i dati macro deludenti, in particolare quello sulle proiezioni sulle attività delle imprese dell’area di Philadelphia, il dollaro sta perdendo quota e ora si avvicina ai minimi settimanali toccati lunedì.

21 giugno 201815:13

L’oscillazione a breve sembra notevole, ma allargando il campo temporale, si scopre che in realtà rispetto alle fluttuazioni di prezzo causate dalla Bce nella riunione della settimana scorsa non c’è paragone.

21 giugno 201816:13

La fiducia dei consumatori dell’Unione Europea si è inaspettatamente contratta in giugno. Il dato è stato pari a -0,5 contro le attese che erano per un risultato invariato.

Una lettura superiore allo zero è indice di un sentiment positivo dei consumatori, viceversa un valore sotto zero è sintomo di pessimismo. Nella sua stima flash, la Commissione Europea non ha offerto altre indicazioni utili a capire i motivi del cambio di morale.

21 giugno 201816:48

La Corte Suprema americana ha revocato una sentenza del 1992 che limitava le entrate tributarie derivanti dalle tasse online. Il risultato della decisione dei giudici, con 5 voti a favore su 9, è che gli Stati federali e le amministrazioni locali possono iniziare a raccogliere miliardi di dollari in tasse imponibili sugli acquisti effettuati sui siti online che non applicano commissioni ai clienti.

Le implicazioni nel dettaglio non sono ancora completamente chiare ma per ora i mercati decidono di non correre rischi e di punire le società quotate del settore e-commerce e di retail online. Wayfair, Amazon, Overstock, Etsy, Shopify e Blue Apron sono i titoli del comparto che più stanno cedendo terreno al momento a Wall Street.

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