Mercati, BofA: ancora boom poi faranno fine di Icaro

12 gennaio 2017, di Daniele Chicca

Non è ancora il momento di vendere sui mercati, per fare la Grande Scommessa al ribasso del secolo bisogna ancora aspettare qualche mese. È l’opinione degli analisti di Bank of America che parlano della puntata di Icaro (“Icarus trade”), con riferimento alla caduta del figlio dell’inventore Dedalo.

Nel celebre racconto mitologico di Ovidio, Icaro vola fino a sfiorare il sole, prima che questo sciolga le sue ali di cera e ne provochi una rovinosa caduta. La stessa sorte, secondo gli analisti della banca americana, toccherà ai mercati azionari globali, che cresceranno di un altro +10% nel trimestre in corso, un po’ come accaduto negli ultimi stadi della bolla dotcom.

Più avanti nel corso dell’anno, tuttavia, i listini azionari daranno il via a una fase di ribassi accentuati, in concomitanza con la stretta creditizia e di liquidità che verrà imposta dalla Federal Reserve, mentre l’aumento dei rendimenti dei bond occorrerà di pari passo con la reflazione alimentata dalle politiche di alleggerimento fiscale e di investimenti pubblici di Donald Trump, il neo eletto presidente degli Stati Uniti che si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio.

Michael Hartnett,  strategist di BofA, scrive che tra qualche mese sarà il momento ideale per fare la propria puntata ribassista della vita (‘Big Short‘), ma che prima di allora bisognerà aspettare che passi la febbre speculativa. I campanelli di allarme di un picco raggiunto dai prezzi di mercato non si sono ancora manifestati.

Il rapporto tra puntate rialziste e ribassiste è di 3,4, un tasso elevato ma non estremo se si guarda alle serie storiche. Le riserve di liquidità nei portafogli dei gestori sono scese ai minimi di 19 mesi a quota 4,8%. La zona di pericolo viene considerata un livello più vicino al 4%.

Bank of America consiglia di puntare sui titoli rischiosi che hanno ancora valutazioni relativamente convenienti nonostante la corsa delle Borse vista negli ultimi mesi, più o meno fino a metà dicembre 2016. Tra gli asset citati, gli analisti della banca nominano i titoli britannici. Il listino FTSE-250 è salito molto negli ultimi 20 mesi, ma per chi ragiona in termini di dollari e non in sterline, il rialzo non è stato altrettanto intenso come quello degli altri indici azionari concorrenti.

Rapporto tra puntate rialziste e ribassiste sui mercati: non siamo ancora in zona di pericolo

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